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Manchester City-Psg 2-0: Mahrez abbatte i francesi, Guardiola in finale di Champions

Un francese surclassa i francesi. Una doppietta di Riyad Mahrez, originario di Sarcelles, periferia di Parigi, cancella le aspirazioni di rimonta del Psg e regala a Pep Guardiola la finale di Champions League, dieci anni (e un giorno) dopo l’ultima, con il Barcellona nel 2011. Adesso a Istanbul, il 29 maggio, ci andrà con il Manchester City, la sua ultima creatura perfetta, una squadra solida, tecnica, implacabile. Aveva vinto al Parco Dei Principi e si ripete anche nel ritorno all’Etihad con una rete per tempo, senza mai soffrire. Il primo City di Guardiola era una macchina da gol, questo ha imparato l’arte di difendersi con la forza del collettivo, chiudendo tutti gli spazi con sette uomini nella propria area e altri sette nell’area avversaria sul ribaltamento di fronte. La Champions sembrava stregata per Guardiola, che l’ha già vinta due volte in Catalogna, mai però con il Bayern Monaco né, sino adesso, con i Citizens.

Il Paris Saint-Germain non va neppure vicino alla rimonta. Neymar quasi non si nota e Mbappé, infortunato a un polpaccio, resta malinconicamente in panchina sino alla fine. Su un campo imbiancato dalla grandine e al limite della praticabilità, Pochettino si affida al fiuto di Icardi. Una mossa sbagliata. Maurito non è più quello dell’Inter, mai nel vivo del gioco, quasi ignorato dai compagni, esce mestamente dopo un’ora per Kean. L’italiano, insieme a Draxler, dovrebbe provare a cambiare l’inerzia della partita, ma meno di un minuto dopo Mahrez raddoppia, chiudendo i conti. I francesi crollano anche dal punto di vista nervoso. Di Maria si fa espellere e in dieci tutto è più difficile. Il City si diverte e colpisce un palo con Foden.

Peccato perché il Psg non aveva cominciato male, grazie alla qualità dell’italienVerratti e ai movimenti affilati di Di Maria. Ma il Manchester City è quasi perfetto: corto, stretto, inarrestabile quando riparte. E con una ripartenza rompe l’equilibrio. Uno schema provato chissà quante volte in allenamento. Il lancio del portiere Ederson mette in moto Zinchenko, che affonda e crossa al centro: il tiro di De Bruyne viene ribattuto, quello di Mahrez fa secco Keylor Navas. Il Psg ha il merito di non arrendersi e sfiora il pari due volte, con il colpo di testa di Marquinhos sulla traversa e con un tiro a fil di palo di Di Maria. Troppo poco.

Nella ripresa non c’è storia. Il City festeggia e sabato contro il Chelsea, in quella che potrebbe essere la finale di Champions, cercherà di vincere la Premier. I Blues di Tuchel però adesso sono concentrati sulla semifinale di stasera contro il Real Madrid, favoriti dall’1-1 dell’andata, ma consapevoli che contro i Blancos non si può mai abbassare la guardia. «Bisogna togliersi il cappello davanti alla nostra squadra», dice orgoglioso Zidane. Il Madrid mille volte in questa tormentata stagione è stato sul punto di franare, ma è sempre risorto. Conta di farlo anche stavolta.

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