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Manovra 2022, confermato reddito di cittadinanza: più controlli e meno soldi a chi rifiuta il lavoro

Il reddito di cittadinanza è stato incluso nella manovra di bilancio 2022, ma saranno introdotte delle modifiche: ci saranno più controlli per limitare la concessione del sussidio a chi non ne ha diritto e una progressiva riduzione dell’assegno a partire dal secondo rifiuto di una proposta di lavoro.

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Nella prossima manovra di bilancio che sarà varata nelle prossime ore è stato incluso anche il reddito di cittadinanza. Il Consiglio dei ministri è atteso alle ore 15 di questo pomeriggio. Dopo l'accordo raggiunto sulle pensioni, con Quota 100 che viene cancellata per far spazio a Quota 102 – uscita a 64 anni e 38 di contributi – solo per un anno, l'unico punto che resta in sospeso è quello dell'utilizzo degli 8 miliardi destinati alla riduzione della pressione fiscale. A decidere come verranno impiegati, se intervenire sul cuneo fiscale, tagliare l'Irpef o alleggerire l'Irap, lo stabilirà il Parlamento.

La manovra da oltre 23 miliardi di euro, secondo quanto confermato dalla cabina di regia di ieri, prevede il rinnovo della misura bandiera del M5s, ma con delle modifiche. Sulla misura nelle ultime settimane è andato avanti un braccio di ferro, tra i pentastellati che con il supporto del Pd difendono la misura (anche se i dem hanno sempre detto di preferire il vecchio Reddito di inclusione), e Lega e Italia viva, che vorrebbero abolirlo del tutto. La strada scelta da Draghi è quella delle modifiche, che consentiranno al sussidio di funzionare meglio, con un'attenzione soprattutto alle politiche attive.

Saranno potenziati i controlli preventivi per rintracciare i ‘furbetti', coloro che ottengono l'assegno senza avere i requisiti. E verrà introdotta una progressiva riduzione dell'assegno a partire dal secondo rifiuto di una proposta di lavoro, un meccanismo simile a quello adottato con la Naspi. Funzionerà così: si prevede una riduzione progressiva degli importi a partire dal sesto mese, fino a un importo minimo di 300 euro al mese. I Cinque Stelle avrebbero voluto che la soglia non scendesse sotto i 500 euro.

Con la manovra "il Reddito di Cittadinanza sarà rafforzato", ha assicurato la viceministra all'Economia Laura Castelli. Ci saranno "maggiori controlli in fase preventiva per prevenire gli abusi; semplifichiamo le procedure dei progetti di inclusione dei Comuni; coinvolgiamo, nelle politiche attive, anche le agenzie private; interveniamo sulla computabilità del Reddito da lavoro (in sostanza sarà più conveniente accettare anche lavori a termine) e introduciamo un decalage con l'obiettivo di dare una maggiore motivazione ad accettare le proposte".

"Fratelli d'Italia sapeva che non era possibile fare un governo tra il diavolo e l'acqua santa, e sapeva che ci sarebbero state molte divisioni. Oggi la Lega cerca di salvaguardare Quota 100 di fronte a una sinistra silente, mentre il M5s persevera sul Reddito di cittadinanza, una misura che ha fallito su tutti i fronti. È una maggioranza dilaniata, lo abbiamo visto anche sulla riforma della giustizia. Non c'è la possibilità di realizzare una visione comune dell'Italia da portare avanti", ha attaccato il deputato FdI Andrea Delmastro, a Stat su SkyTg24.