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Manovra, governo ai sindacati: 2 miliardi a bollette e decontribuzione. Landini: non basta

I circa 2 miliardi di avanzo sul 2022 derivanti dal minor costo del taglio di Irpef e Irap saranno destinati in parte al taglio delle bollette, in parte a una decontribuzione una tantum. È quanto si è appreso da fonti sindacali e di governo, a margine del tavolo a Palazzo Chigi sulla manovra. Al termine dell’incontro, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha detto di essere rimasto insoddisfatto, in quanto non si sarebbe affrontato il nodo della riforma dell’Irpef. Ha parlato di «due miliardi in più», aggiungendo allo stesso tempo che «non sono sufficienti».

Il dossier fisco è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri, convocato per le 11 e trenta di venerdì 3 dicembre. Dopo l’intesa politica tra le forze di maggioranza su un restyling dell’Irpef sulla base di quattro aliquote (23% fino a 15mila, come ora, il 25% fino a 28mila, il 35% fino a 50mila e il 43% per i redditi superiori) e l’addio all'Irap per 890mila ditte individuali e professionisti (tutti) e 11mila start up innovative, il Governo potrebbe dire l’ultima parola su come impiegare gli otto miliardi previsti dal ddl di Bilancio per ridurre la pressione fiscale.

Manovra: Landini, domani fisco in Cdm, governo ci informerà

«Ci hanno detto - ha detto Landini - che domani (venerdì 3 dicembre, ndr) intendono andare al Consiglio dei ministri» sul tema del taglio delle tasse in manovra «e domattina prima di andare al Consiglio dei ministri il presidente farà un nuovo passaggio con i sindacati confederali». «Il premier - ha spiegato ancora - ci ha assicurato che il governo rifletterà sulle nostre proposte questa sera e che prima del Cdm di domani ci darà una risposta. Valuteremo quali saranno, noi abbiamo chiesto che gli 8 miliardi vadano tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati. Valuteremo le risposte di domani. Se fossero queste non ci sarà il nostro accordo. Valuteremo in quel caso come proseguire la mobilitazione», ha concluso Landini.

Sbarra, 1,5 miliardi per decontribuzione

«Abbiamo apprezzato - ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra - che il governo abbia messo un miliardo e mezzo per la decontribuzione per fasce di reddito al di sotto dei 47mila euro, per i lavoratori dipendenti. Una misura temporanea che abbiamo chiesto diventi strutturale».

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Governo, quasi metà taglio Irpef a redditi bassi

Il 47% delle risorse destinate al taglio delle tasse in manovra andranno ai redditi più bassi. Lo avrebbe spiegato il governo ai sindacati, sulla base di elaborazioni del ministero dell’Economia. Ai redditi fino a 15mila euro andrà 1,1 miliardi e a quelli da 15mila a 28mila euro 2,2 miliardi. Dunque alle fasce più basse andranno in totale 3,3 miliardi, quasi la metà dei 7 miliardi disponibili in manovra per il taglio dell’Irpef.