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Manovra, sulle pensioni si va verso la proroga dell’Ape e di Opzione Donna

Manovra 2022, niente accordo sulle pensioni: il governo pensa alla proroga di un anno dell’Ape e di Opzione Donna.

Il governo lavora sulla manovra 2022 e cerca una via di fuga per superare lo stallo sulla questione delle pensioni. Il confronto tra Mario Draghi e i sindacati si è concluso con una fumata nera nonostante il premier, stando alle indiscrezioni emerse, avrebbe messo sul piatto la proroga dell’Ape e di Opzione donna per alleggerire la riforma delle pensioni nella prossima manovra economica.

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Pensioni, in manovra la proroga dell’Ape e di Opzione Donna

Come emerso nella giornata del 26 ottobre, il governo, nel tentativo di accogliere le richieste avanzate dal Centrodestra e dal Centrosinistra e nel tentativo di rassicurare i sindacati, avrebbe deciso di procedere con la proroga dell’Ape e di Opzione donna, così da tutelare i lavoratori deboli. I sindacati hanno accolto di buon grado l’ipotesi ma hanno smontato pezzo per pezzo sia la riforma delle pensioni per quanto riguarda il passaggio da quota 102 a quota 104 sia le altre misure relative al mondo del lavoro che dovrebbero rientrare nella manovra.

risparmio pensione
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L’ipotesi al vaglio del governo

Per quanto riguarda Opzione Donna, il governo propone la proroga secca di un anno. Grazie a questa misura le donne possono andare in pensione a 58 anni (50 nel caso di lavoratrici autonome) e 35 anni di contributi. Il sistema di calcolo è interamente contributivo.

Anche per l’Ape sociale si parla di una proroga di dodici mesi ma potrebbe essere allargata la platea dei destinatari. Questo con l’inserimento di altri lavori nella categoria dei lavori gravosi.

La doppia proroga però non basta a superare la fase di stallo sulla riforma delle pensioni. I partiti che sostengono il governo Draghi sembrano aver scaricato la responsabilità sulle spalle del Presidente del Consiglio. Tanti paletti, anche politici, e poche proposte costruttive. Le proposte sono arrivate invece dai sindacati ma sono considerate non sostenibili dal punto di vista economico.