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Mantova, mercato sospeso: slitta il ritorno in centro storico

MANTOVA. Arancione rafforzato, tendente al rosso. L’imperativo è disinnescare la catena del contagio, anticipando mosse e ordinanze: se il presidente di Regione Lombardia ha sospeso subito le lezioni in presenza, senza aspettare il semaforo del Comitato tecnico scientifico, il sindaco Mattia Palazzi interviene a mettere in pausa i mercati, salvando solo i banchi alimentari. Almeno fino al 14 marzo. Questo proprio quando gli operatori del giovedì interrogano con ansia il futuro: a quando il ritorno in centro storico?

Si era detto all’inizio di aprile, con lo smantellamento del maxi-cantiere per il teleriscaldamento e la rete del gas in centro storico. A dirselo, quattro mesi fa, erano stati il Comune e i referenti di categoria, confidando in un addomesticamento del virus. E invece. Con l’impennata dei contagi si dilatano ancora i tempi del ritorno dei banchi in centro storico.



Di quanto? «Il prima possibile. In una situazione in continua evoluzione, come quella attuale, con la curva pandemica in risalita e l’allarme per la rapida crescita dei casi, non sarebbe prudente né serio sbilanciarsi sulle date – risponde l’assessore al commercio Iacopo Rebecchi – agli operatori preoccupati posso però assicurare che la soluzione del Te non è definitiva, che, a emergenza finita, ritorneranno in centro». L’obiettivo al quale tendere è quello della normalità, anche se in un’accezione più sorvegliata: «Il mercato del giovedì tornerà nella sua sede naturale, la città» ripete Rebecchi. Niente date, quindi, ma, per come si stanno mettendo le cose, non se ne parla prima dell’estate.

Intanto il referente di Anva Confesercenti, Simone Nasi, ha chiesto un nuovo confronto con il Comune rispetto all’andamento dei lavori per la rete del gas e il teleriscaldamento, concentrati ora in via Cavour. «Siamo in linea con il cronoprogramma» assicura l’assessore Nicola Martinelli. A preoccupare gli ambulanti c’è anche la riqualificazione del parco del Te: se partisse a emergenza ancora in corso, che ne sarebbe dei loro banchi? «I lavori non cominceranno prima della fine dell’anno» conferma Martinelli. Come a dire, da qui a nove mesi, si spera di riuscire a governare la pandemia.

«Ho sollecitato il confronto perché il cantiere terminerà tra meno di un mese, ma i contagi stanno aumentando. La situazione richiede un aggiornamento – riferisce Nasi – i clienti continuano a chiederci quando rientreremo in centro e la mia categoria è spaventata. Certo, lo capisco che non sarebbe serio sbilanciarsi indicando delle date, soprattutto ora, ma noi dobbiamo organizzarci con gli ordini e regolarci con i dipendenti. È bene che la politica ci rassicuri circa il carattere temporaneo della soluzione del Te. Speriamo nei vaccini e nella bella stagione».

La precarietà degli ambulanti è nei numeri, che documentano un calo medio di fatturato dell’80%. Al punto che Anva ha chiesto al Comune di derogare alla regola per cui dopo diciassette assenze l’operatore perde il posteggio assegnato: «A conti fatti, tantissimi colleghi da Modena, Cremona, Brescia e Verona trovano più conveniente non venire».

A caldeggiare il ritorno delle bancarelle in città – nei tempi e nei modi dettati dall’emergenza – sono anche gli esercenti del centro: «Dove c’è mercato si lavora tutti – osserva Mattia Pedrazzoli, titolare del bar Brasile e referente di categoria per Confcommercio – ci sono locali che il giovedì raddoppiano il fatturato. È giusto che il Comune si prenda il suo tempo, ma anche per noi è importante sapere che un giorno il mercato tornerà in città».

«Il ritorno dei banchi in città è di vitale importanza – concorda Stefano Solci, ristoratore e vicepresidente di Confesercenti – Innanzitutto dal punto di vista psicologico, perché trasmetterà un messaggio di sicurezza. Non solo, il mercato del giovedì rappresenta anche un grande elemento di promozione e pubblicità dell’investimento che il Comune ha fatto su tutte le aree di parcheggio con le navette dedicate. E ancora, in attesa che il ritorno alla normalità rimetta in marcia i flussi turistici, il mercato, che richiama gente anche dalle province vicine, resta una preziosa occasione di guadagno per i pubblici esercizi». Eccola, la parola chiave, che ricorre nei discorsi e rincorre la speranza: normalità. —

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