This article was added by the user . TheWorldNews is not responsible for the content of the platform.

Maratona vaccinale, uno ''spot'' necessario (perché il Trentino da un mese fa peggio dell'Alto Adige sui vaccini) a spese del pubblico impiego

TRENTO. Maratona dei vaccini al via e 100.000 dosi verranno realizzate in cinque giorni. Questo il progetto della Provincia di Trento trasmesso, purtroppo, come troppo spesso accade con questa amministrazione, come se fosse la maratona di Fugatti e della sua Giunta, con conferenze stampa roboanti e un tam-tam mediatico da Istituto Luce (e un aggiornamento costante, per esempio, sulle prenotazioni). I ma, come al solito, ci sono ma uno è più importante di tutti gli altri: più vaccini si fanno, più persone si vaccinano, meglio è per tutti quindi impossibile non sostenere l'iniziativa della Pat e non invitare tutti a iscriversi e a farsi fare la terza dose, qualora la seconda sia ''scaduta'' o la prima se ancora si è a zero.

Questa è la priorità assoluta per mettere in sicurezza, come ha detto il presidente Fugatti, il prima possibile i trentini e la stagione invernale. Detto questo, però, ci sono due ordini di criticità molto importanti: da un lato c'è il fatto che prima della ''maratona dei vaccini'' la campagna si era, di fatto inceppata. La macchina organizzativa funzionava ma non più come prima, prenotare le dosi era diventato complicato e difficilmente, per esempio, si riusciva ad ottenere un posto a Trento. Qui, infatti, è stato rimodulato il servizio che prima funzionava con il drive through e la puntura direttamente in automobile mentre ora, per combattere il prevedibile freddo (in Trentino succede ogni inverno), sono stati allestiti nell'area di San Vincenzo dei tendoni/container che dovrebbero assicurare confort e calore a chi vi opera e a chi si vaccina ma nei fatti hanno assicurato meno della metà delle vaccinazioni di prima (QUI ARTICOLO). 

Il risultato è stato evidente: nell'ultimo mese il Trentino è riuscito a fare peggio dell'Alto Adige notoriamente il peggior territorio italiano per vaccini fatti. In Trentino tra il 29 ottobre e il 26 novembre sono stati fatti in totale 39.072 dosi di cui 22.302 terze dosi contro i 52.349 vaccini dell'Alto Adige e le 38.535 terze dosi. Dunque anche sui richiami la Provincia di Bolzano ha fatto molto meglio di Trento nell'ultimo mese, quasi 16.000 dosi booster in più al 26 ottobre mentre negli ultimi giorni il rallentamento è stato sempre più forte, evidentemente proprio per riuscire a fare il ''botto'', speriamo tutti per il bene di tutti, nella mediatica maratona dei vaccini. In Alto Adige venerdì 26novembre comunicavano una settimana con 19.594 terze dosi mentre in Trentino la crescita tra il 26 novembre e il 20 novembre è stata di 7.919 dosi (solo 1.000 in più se si prende anche il 19).

Si è perso tempo, evidentemente, e serviva un booster da dare alla campagna. Ecco, allora, l'idea: facciamo tutto in 5 giorni. Una passerella per i politici uno sforzo enorme, tanto per cambiare, per quel comparto pubblico al quale ogni volta si chiedono sacrifici salvo poi denigrarli dandogli dei ''privilegiati'', come aveva fatto Savoi pubblicamente aggiungendo poi che i sindacati sono dei ''parassiti'', ignorandoli nelle loro richieste di adeguamento dei contratti, svilendoli dopo le promessi di premi e gratificazioni mentre erano in prima linea nella guerra al Covid. E qui sta il secondo ''ma'', la seconda criticità che dicevamo sopra: si possono trattare sempre marginalmente intere categorie di persone salvo poi ''farsi belli'' con il loro lavoro? Insomma alla fine la speranza, come al solito, è che i cittadini facciano la loro parte, gli utenti iscrivendosi per fare la terza dose, gli operatori sanitari e del pubblico impiego con il loro lavoro nel sostenere la ''maratona vaccinale'' dal punto di vista operativo, anche nel weekend (si parte sabato 4, infatti, e non si capisce perché), anche dalle 6 del mattino alle 24