Italy

Martusciello: «Tanti delusi da De Luca stanno tornando da noi. Maresca ora accetti i partiti»

L’eurodeputato di FI: si pensi a Napoli, non all’aspettativa del pm

di Angelo Agrippa

Il centrodestra non ha più alcuna voglia di presentarsi da clandestino o comunque camuffato alle prossime elezioni comunali di Napoli, così come vorrebbe il magistrato Catello Maresca, che tutti danno per candidato a sindaco, tranne lui che dovrebbe deciderlo.

Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia, è pronto a scendere in campo per Maresca sindaco?
«Senza conoscere la data delle elezioni è difficile definire il candidato ed il programma. Sarà comunque il tavolo nazionale a scegliere il candidato migliore. Nelle prossime ore ci incontreremo anche con il coordinatore regionale De Siano e decideremo la strada da intraprendere».

Pace fatta con De Siano?
«Il presidente Berlusconi e il coordinatore Tajani ci hanno invitato a trovare soluzioni, dato il periodo critico che viviamo. Si avvia un riassetto organizzativo di vertice sulla esigenza di ripristinare la piena meritocrazia. È stato chiesto il mio impegno diretto per Napoli e sono pronto a lavorare per il partito della mia città, dove purtroppo Forza Italia è diventata quasi inesistente. Basti dire che è caduta la giunta di centrodestra di Afragola e non si è sentita una voce che si spendesse nel tentativo di recuperare le ragioni per il proseguimento di quella esperienza amministrativa».

E per le elezioni del dopo de Magistris come pensate di attrezzarvi?
«Di certo, sono cambiate un po’ di cose: quando eravamo all’opposizione, sostenere un candidato civico ci offriva l’opportunità di avviare un percorso di rigenerazione e di rilegittimazione politica. Certo, l’opzione resta validissima, così come la necessità di un reale rinnovamento; ma oggi che siamo in maggioranza con il governo Draghi, assumendoci la responsabilità di questa delicatissima fase, perché i partiti dovrebbero rinunciare ai loro simboli?».

Persino Salvini, al Corriere del Mezzogiorno, ha detto che sarebbe pronto a ritirare quello della Lega, perché non voi di Forza Italia?
«Perché il centrodestra politico resta l’unica coalizione riconoscibile pure nella diversità delle forze che lo compongono. Insomma, niente inciuci con Pd e Italia viva».

Come si batte De Luca e il centrosinistra alle prossime elezioni a Napoli?
«L’alternativa a De Luca è diventata una necessità per tanti, non soltanto per il centrodestra, poiché tutti i giorni assistiamo al pentimento di molti suoi ex sostenitori che si sono ricreduti. Non sa quanti delusi. Il suo assessore al commercio finora non ha speso una parola sulla crisi che attanaglia il comparto della ristorazione anche per colpa delle ordinanze singhiozzanti del presidente della giunta. L’effetto è che c’è una proliferazione di candidati: da Monti a Renda, da Rastrelli ad Amatucci. Ovvio che bisogna trovare poi una sintesi».

Mica si allontana l’ipotesi Maresca?
«Ci sono tanti comitati civici che hanno proposto il nome del magistrato, ma manca la sua decisione».

Non sarebbe il caso che facesse chiarezza e si mettesse in aspettativa?
«Io credo sia interesse di tutti concentrare l’attenzione sui problemi di Napoli, sulla sua desertificazione intellettuale, e non sulla aspettativa di Maresca. Non dico che non sia importante, ma chi può dire, oggi, che sarà lui il candidato? ».

Manfredi, Bassolino. Chi teme di più nella sfida per palazzo San Giacomo?
«Ho conosciuto bene Bassolino in consiglio regionale e la capacità attrattiva che esercita sulla sinistra, quella che purtroppo non ha più rispetto per la sua storia e i suoi uomini. Basti vedere come Zingaretti ha trattato le donne del suo partito negli incarichi di governo. Il candidato più credibile sarebbe Amendola, poi ci sarebbe Fico. Sento dire pure che il Pd vorrebbe aprire a Forza Italia. Insomma, avrebbe bisogno di andare in analisi, altro che fornire risposte ai problemi di Napoli».

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