Matteo Salvini varca la soglia del Quirinale alle sette della sera nel giorno in cui la Camera affossa i suoi decreti di sicurezza. Venti minuti di colloquio con Sergio Mattarella per lamentarsi che in questo modo il governo mina la collaborazione con l'opposizione.

Su Radio 24, in mattinata, il leader della Lega aveva preannunciato che si sarebbe rivolto al Capo dello Stato: "Chiamerò il Presidente della Repubblica per chiedergli se è normale che la Camera sia bloccata dai decreti sicurezza da cancellare: non mi sembra che riaprire ora i porti sia l'urgenza del Paese".

Subito dopo ha chiesto un incontro, che il Presidente ha concesso senza esitazione. Ma doveva essere un faccia a faccia riservato, e invece, una volta uscito dal Quirinale, Salvini l'ha sbandierato ai quattro venti, manifestando il suo disappunto per la decretazione d'urgenza usata per cambiare la legge più importante dei suoi 15 mesi al Viminale. Una condotta che non deve avere fatto piacere al Quirinale. Quindi ha espresso preoccupazione per la situazione economica e sociale.

Si è soffermato sull'emergenza sanitaria. E sulla scuola, facendo rilevare la mancanza di personale e di strutture adeguate. Soprattutto ha voluto recapitare questo dispaccio: così sarà difficile garantire quella collaborazione che il Colle ha più volte invocato tra maggioranza e opposizione. La volontà di costruire della Lega e dell'intero centrodestra c'è sempre stata, ha detto. La settimana scorsa si è confermata nel voto unanime (ed apprezzato) sullo scostamento di bilancio, ma la mancanza di dialogo da parte del governo e l'insensata scelta di forzare i tempi sul tema immigrazione, rischiano ora di vanificare ogni volontà di collaborazione.

C'è un paradosso che va rilevato. Salvini è andato a lamentarsi dei decreti, con chi - nell'agosto del 2019 - quel cambiamento l'aveva sollecitato, con i due rilievi firmati da Mattarella. Il Quirinale allora aveva infatti rilevato che non si potesse cancellare l'obbligo di salvare le vite umane in mare, contestando le pene milionarie previste per i soccorritori. La modifica, passata ieri alla Camera, ora passa al vaglio del Senato.

Tuttavia l'incontro risponde soprattutto a una logica interna al centrodestra: Salvini prova a riprendersi la scena nell'opposizione, dopo le ultime iniziative di Silvio Berlusconi. In questo contesto va considerato anche "l'incontro cordiale" con l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Lewis M. Eisenberg, avvenuto ieri. Insieme al segretario della Lega c'era Giancarlo Giorgetti. Un modo per accreditarsi, un mese dopo l'elezione di Biden, con la nuova amministrazione dopo gli anni del tifo trumpiano. Giura Salvini: "I rapporti tra Italia e Stati Uniti d'America e tra la Lega e la democrazia americana sono solidi e lo saranno sempre di più".