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Michelle Hunziker: «Il sorriso fa parte del mio Dna»

Michelle Hunziker ha una di quelle risate che sgorgano dal cuore e che le nostre nonne avrebbero definito «di gusto». Ce ne offre un assaggio a neanche un minuto dal nostro collegamento su Zoom quando, al momento di rivolgerle la prima domanda sulla sua nuova collaborazione con Oral B, di cui è diventata testimonial, si ferma e, serissima, dice: «Sa qual è la cosa che mi fa ridere? È che adesso ho qualcosa tra i denti», spiega Michelle prima di esplodere in una risata fragorosa. «È il karma di quando fai una pubblicità sull’igiene orale», insiste prima di ricomporsi e ribadire che per lei il sorriso, così come l’autoironia, fanno parte del Dna.

Camicia bianca morbida e unghie laccate di rosso, Michelle Hunziker ha da poco presentato in conferenza stampa a Milano Oral B IO, il nuovo spazzolino elettrico della Oral B che, con il suo sistema di azionamento magnetico, le micro-vibrazioni, il sensore di pressione, la connettività avanzata e l’intelligenza artificiale, ridefinisce la brushing experience quotidiana in maniera nuova, rivoluzionaria. «Fino a poco tempo fa alternavo lo spazzolino elettrico a quello manuale perché ho le gengive molto sensibili ma, da quando è arrivato Oral B IO e ho la possibilità di “switchare”, non ho più bisogno di quello manuale», aggiunge Michelle Hunziker, testimonial perfetta del nuovo prodotto di Procter & Gamble non solo per il suo sorriso radioso, ma anche per la cura intensiva che dedica ai denti.

Quanto è importante sorridere per lei?
«Fa parte del mio Dna. Nel corso della mia vita ho capito quanto sia stato di aiuto nei momenti difficili ed è per questo che, quando Procter & Gamble mi ha proposto di convincere la gente a passare dallo spazzolino manuale a quello elettrico, ero felice: si tratta di un’inversione cultuale a cui dobbiamo assolutamente adeguarci per il nostro bene».

Ha raccontato di essere rimasta traumatizzata da una carie che le hanno tolto da bambina senza anestesia: come è andata?
«Negli anni Ottanta non facevano l’anestesia per cose insignificanti come le carie, il problema è che quando vai sul nervo del dente il dolore te lo ricordi per sempre. Ancora oggi ne ho tanta paura. L’anno scorso ho fatto una carie e, so che sembra assurdo, ma ho tenuto la mano dell’infermiera per tutto il tempo. Ho partorito tre volte, e preferirei partorire altre dieci piuttosto che farmi una carie. L’igiene orale per me è tutto».

È vero che si succhiava il pollice fino ai 9 anni?
«Ero una ciucciatrice di pollici, e ho fatto una fatica pazzesca per togliermi il vizio. Abbiamo provato con il peperoncino, con i guanti di cotone, fasciandomi le dita: riuscivo sempre a togliermi tutto per tornare a ciucciare il dito, ma poi ce l’ho fatta».

Oltre al pollice, aveva qualche complesso da ragazza?
«Tutti hanno dei complessi nella fase adolescenziale. Io ne ho avuti fino agli 11 anni: portavo i capelli a spazzola cortissimi perché secondo mio padre la mia faccina era carina anche così, e avevo sempre le pezze sui pantaloni perché ero un maschiaccio: ero diversa dalle altre ragazzine che andavano a giocare nei prati con i porcellini d’india e la Barbie. Io andavo sul monopattino, stavo sempre con i maschietti».

Oggi il problema dei complessi è stato in qualche modo amplificato e superato grazie ai social: lei cosa ne pensa?
«Oggi c’è un grande hype intorno al body shaming, ma la verità è che è sempre esistito. Io stessa l’ho subito quando ero piccola. C’è sempre stato il bullo che mi menava aspettandomi fuori da scuola. Sono finita diverse volte tra i cespugli svizzeri…».

Era un maschietto o una femminuccia?
«Si chiamava Raphael, me lo ricordo ancora. Non so perché mi avesse preso di mira, so solo che si divertiva a menarmi. Sono tutte cose che ci insegnano a crescere e a superare determinate cose. Oggi il body shaming si affronta in maniera diversa: un tempo ti fronteggiavi con il singolo, oggi con i social è tutto amplificato. È un bene che se ne parli».

Sua figlia Aurora, in questo, è stata determinante visto che ha scelto di condividere su Instagram una foto con la sua acne. Si è confrontata con lei prima di farlo?
«Auri è stata molto brava, l’ha fatto spontaneamente. Era stufa del suo complesso e ha seguito l’istinto senza confrontarsi con nessuno».

Per lei restare in forma è sempre stato fondamentale. 
«Ritengo che la cosa più importante è la ricerca dell’equilibrio: non si deve esagerare in niente né essere estremisti in niente, solo che io l’ho capito da poco, sono un’Acquariaccio che ha fatto grandi danni per tenere fede alle sue convinzioni. Stare bene è un’insieme di cose ed è per questo che sono contenta di questa collaborazione con Oral B, perché gran parte della nostra salute dipende dall’igiene orale. Il professor Graziani ha confermato che un’infiammazione alla bocca può anche portare a problemi cardiaci: non è solo questione di sorriso e di estetica, ma proprio di benessere fisico».

In questo periodo di emergenza sanitaria le mascherine coprono i sorrisi.
«Dobbiamo usare questo periodo per curarci bene la bocca e far sì che i denti diventino sani: quando le toglieremo, poi, saremo tutti “wow”».

Il lockdown e la pandemia hanno modificato molte delle nostre abitudini quotidiane, specie sul piano sportivo: è successo anche a lei?
«Le abitudini sono importanti non solo per il lato fisico, ma anche per quello emotivo e mentale. Lo sport per me è una filosofia di vita che deve continuare perché rafforza il sistema immunitario e può permetterti di ricorrere ad integratori che aiutano te stessa e la tua famiglia a superare i diversi stress quotidiani. Siamo in un periodo storico in cui viviamo paure e pressioni che non ci fanno stare bene, ed è per questo motivo che è necessario alimentarsi correttamente, ma anche sgarrare ogni tanto con un bel bicchiere di vino: non bisogna rinunciare a niente».

Torniamo al sorriso: nella sua vita ha più riso o più pianto?
«Ho sempre cercato di riderci sopra, anche se non sono stata esente da dolori e fatiche. Ognuno di noi ha una storia da raccontare, ma posso dire che la mia positività mi ha aiutata tanto. Forse però, per rispondere alla sua domanda, ho riso di più. Anche nei momenti difficili, sono sempre riuscita a trovare il lato tragicomico delle cose».

Come si trova la tragicomicità delle cose?
«Se ce l’hai di natura fai molta meno fatica ma, in generale, è necessario ricordarsi che quando arrivano i bei momenti bisogna goderseli fino in fondo così, quando arrivano quelli brutti, avrai un album di ricordi molto belli dal quale attingere. Se ci pensa, i comici vivono di questo: sono le persone più disastrate del mondo, ma riesco a rintracciare la parte tragicomica delle cose, e questo li aiuta tanto».

Parla di album di ricordi e ripenso alle vecchie foto che ha condiviso su Instagram – dall’anniversario di matrimonio con Tomaso Trussardi a sua madre Ineke a sua figlia Sole – sull’importanza del numero 7 nella sua vita. È una tipa nostalgica?
«È una cosa che ho trasmesso anche ad Aurora perché spesso si sediamo per terra, andiamo a prendere i vecchi album e stiamo lì a rivangare il passato. Non è una roba amarcord, è che proprio ti riempie il cuore».

Ma alle sue figlie raccomanda di lavarsi i denti?
«Di brutto, e infatti hanno dei denti tipo con l’effetto del filtro che brilla. Voglio che abbiano denti sani e forti, che possano essere fiere del proprio sorriso e cerco di trasmetterglielo con tutta me stessa. Sono un po’ ossessiva, a dire il vero».

E loro come la vivono?
«Malissimo, si rompono le scatole ma, ultimamente, hanno un po’ smesso di opporsi e lo fanno anche volentieri. Lavare i denti ai bambini è un lavoro pazzesco, ma spero che un giorno mi ringrazieranno».

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