Italy

Migliaia in fila alle farmacie e alle Poste per le mascherine gratis che non ci sono

"Sì, forse qualche canale comunicativo non ha funzionato". Dopo aver snocciolato i numeri, i 3 milioni e 330mila mascherine in tessuto, tipo chirurgico ("ma fatte bene"), in distribuzione su un territorio che conta dieci milioni di abitanti, l'assessore lombardo alla Protezione Civile, Pietro Foroni, concede: "L'annuncio della distribuzione delle mascherine gratis ha creato un po' di agitazione, è vero, e magari l'attenzione a qualche particolare, da parte dell'Amministrazione, è venuta meno". Eufemismi per raccontare una giornata di caos, di attese e rincorse. Di spiegazioni da dare alle centinaia, migliaia di clienti in fila ai supermercati, alle Poste, dal tabaccaio e all'edicola, in banca e al banco del farmacista: pronti a ritirare la mascherina gratis prima di scoprire, loro malgrado, che non solo la protezione obbligatoria non c'è ancora, ma che arriverà sotto Pasqua. E che non si sa a chi darla. "Per i piccoli comuni - è ancora Foroni a esporre - che meglio conoscono la popolazione e le fragilità, ci sarà la libertà di individuare i criteri. In quelli grandi ci appoggeremo agli esercizi aperti. E il criterio sarà la tutela della persona, la responsabilità dei singoli cittadini. Confidiamo nella collaborazione di tutti: non siamo mica in un regime come in Cina".

Tra il centralismo della Repubblica Popolare e la deregulation dell'arrangiatevi, il giusto mezzo lo dovranno trovare le associazioni di categoria. Che hanno scoperto ieri mattina di doverlo cercare. Anche chi, come i farmacisti, da giorni ragionavano su come e quando distribuire 330mila mascherine gratuite nelle dodici province, salvo scoprire di doverlo fare in fretta. Tra domani e venerdì. "Cercheremo di impiegarci il meno possibile - spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia - considerando che dobbiamo arrivare a tutti i 3mila esercizi. Anche se, comunque, ormai tanti cittadini si sono dotati di protezione". La fornitura nei singoli punti vendita, però, spesso scarseggia: il 42,5% a Milano ne è priva, a leggere i dati di un sondaggio a campione distribuiti da Altroconsumo, e chi le ha, o le avrà, non sa come e a chi darle. E va peggio nella grande distribuzione. "Non abbiamo comunicazioni di nessun tipo", ammettono da Coop Lombardia. "Vorremmo saperlo anche noi, se e quando arriveranno", fanno eco da Carrefour. E così Esselunga, Pam, Tigros, Sigma, Bennet, grandi e piccole catene e, a livello superiore, Federdistribuzione: chi e quando provvederà alla consegna, quante, a chi sono destinate. Mistero.

Spetterebbe ai supermarket una grossa fetta delle 2 milioni e 500mila mascherine arrivate a Malpensa proprio dalla vituperata (dal Pirellone) Cina. E delle altre 800mila recapitate dalla Protezione Civile nazionale. Ieri mattina erano in distribuzione, nei vari centri di coordinamento dei volontari provinciali, quelle destinate ai piccoli e medi comuni. Da domani dovrebbero finire anche nelle edicole. "Solo che noi non siamo stati contattati - conferma Carlo Monguzzi, vicepresidente del Sindacato nazionale autonomo giornalai, e responsabile per il nord-ovest - anche se avevamo pensato per tempo a offrirci per la distruzione.

Figuratevi che abbiamo clienti fisse di singoli chioschi che continuano a chiamare per ordinarle, anche a dieci alla volta, e noi a rispondere che non ci sono ancora, e comunque che non funziona così. Ma come funziona, non lo sappiamo. Almeno, in Liguria, la Regione ha preso contatto con i distributori. In Lombardia nemmeno quello. Avevamo chiesto la distribuzione gratuita di guanti e disinfettante ai nostri associati, visto che siamo considerati servizio essenziale. Niente". Stessa musica da Emanuele Marinoni della Federtabaccai lombarda: "Forse qualcuno si è spinto in avanti in anticipo. Restiamo in attesa ma è un peccato procedere così. Forse sarebbero auspicabili iniziative a livello governativo".

Impossibile sapere, al momento, se ci saranno forniture supplementari di un bene che, per sua natura, ha pochi utilizzi prima di essere gettato via. "Finiranno quasi subito - ragiona il titolare di una farmacia in zona Porta Genova, a Milano - ma poi, se si presentano contemporaneamente in cinquanta, a chi le do le mascherine. A chi non può permettersele? E che faccio, chiedo il 730 a tutti?".

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