Italy

Minaccia un tassista con un coltello: arrestato professore di matematica

TORINO. Qualche anno fa manifestava in piazza Castello, di fronte alle telecamere delle tivù, per dare voce agli insegnanti precari che vengono assunti a settembre e lasciati a casa nell’agosto successivo. «Non abbiamo scatti di anzianità, non abbiamo i diritti degli altri lavoratori» diceva. Sulla sua pagina Facebook cita scrittori, ricorda appuntamenti sindacali e rilancia notizie della scuola.

L’altro ieri, in zona San Donato, G.G., 44 anni, professore di matematica in una scuola media di Torino, ha aggredito un tassista con un coltello. «Era in evidenti condizioni di alterazione psicofisica», hanno scritto i carabinieri negli atti d’arresto, dopo averlo bloccato in mezzo alla strada. Con sé aveva anche alcuni grammi di crack: quattro ovuli appena acquistati da un pusher. L’insegnante è stato arrestato dai militari del nucleo radiomobile con l’accusa di violenza privata.

Perché un professore di matematica, con due lauree, responsabile locale di un piccolo sindacato di categoria, finisce per perdere la testa e minacciare un tassista? Colpa della droga? Del crack che sprigiona gli istinti violenti e azzera qualsiasi freno? «Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza», scriveva online l’estate scorsa, rilanciando con enfasi le parole di Socrate. In passato, il professore, è stato anche protagonista di iniziative sociali, che coinvolgevano i ragazzi. Qualcosa si è spezzato in lui. «Non sappiamo nulla di quanto sia accaduto, dell’aggressione e dell’arresto dei carabinieri. Questa notizia ci lascia del tutto senza parole» dicono i vertici del sindacato. Si batteva per i diritti dei colleghi, ma anche per gli studenti. «Questo precariato non garantisce continuità didattica. Gli alunni delle medie spesso vivono una rotazione continua. È una cosa seria, perché si creano anche legami affettivi». Parole di passione, condivise da tutti i «professori a tempo», che cambiano spesso scuole e non trovano mai stabilità.

Stando alla ricostruzione dei carabinieri, il professore, fuori di sé, avrebbe minacciato il tassista con un coltello da cucina per «effettuare una corsa senza pagare». Il conducente del taxi, un trentottenne di Torino, ha chiamato il numero di emergenza. In pochi minuti è arrivata una pattuglia del radiomobile. L’insegnante, di fronte ai militari, non ha opposto resistenza. Controllando le sue tasche, sono saltate fuori le quattro dosi di crack. Così è finito in carcere.

Un professore apprezzato dalle famiglie degli allievi e impegnato in ambito sindacale. Lo scorso anno, al termine della scuola, dopo la prima ondata di epidemia e le prime esperienze di didattica a distanza, aveva scritto un commento accorato ai colleghi. «Il momento storico che stiamo vivendo ci impone di indirizzare tutti i nostri sforzi come docenti verso le competenze digitali. Tutti dobbiamo maturare una coscienza pronta a mettersi in sfida con le situazioni avverse con l'unico obiettivo di portare avanti sempre e comunque il nostro patto formativo con gli studenti».

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