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Modena. Libri presi dalle teche e dati alle fiamme Raid seriali diretti a tre parchi della città

MODENA Libri presi dalla loro sede, le teche rosse che fanno loro da “casetta”, gettati a terra e bruciati. È qualcosa che va al di là dell’atto vandalico, riportando alla mente brutti ricordi di un passato oscuro. Soprattutto se il gesto non è isolato ma si ripete per ben tre volte nel giro di una decina di giorni.

Fa davvero pensare quanto accaduto in tre punti diversi della città nell’arco di poco più di una settimana, con la scelta deliberata, oltre che di far danno, di colpire un simbolo: le teche per il book crossing che da anni portano nelle aree verdi cultura per tutti, facendo da spunto e stimolo alla riflessione: sia nei momenti di relax in mezzo alla natura, seduti su una panchina, sia portati a casa e gustati in tranquillità, per poi essere ricollocati. La cronaca aveva già parlato a Modena di casette dei libri vandalizzate: vedi l’episodio del Parco Amendola del novembre 2019. Ma mai di tre strutture prese di mira una dietro l’altra in modo seriale nonostante la lontananza tra loro. Accade adesso, in un momento che in città dà già da pensare per le proteste e le scorribande delle baby gang.

L’ultima scoperta ieri mattina: libri presi dalla teca del parco Berlinguer di Modena Est, lanciati per terra e in alcuni casi anche bruciati. Pochi giorni prima, dinamica del tutto simile in scena ai Giardini Ducali, a due passi dal centro. E in precedenza al Parco Amendola, nella zona sud. È possibile, forse anche probabile, che dietro ci siano le stesse mani, magari di un gruppo che “si diverte” in questo modo. Forse ragazzini annoiati come quelli delle baby gang, alla ricerca di gesti eclatanti per sfogare il loro malessere. Ma qui sembra esserci soprattutto un messaggio, in particolare nell’appiccare il fuoco. Le “casette dei libri”, curate dai volontari dei quartieri in collaborazione con le biblioteche, in sé sono un avamposto educativo e di civiltà, permettendo a tutti di incuriosirsi e prendersi gratuitamente un libro in lettura, nell’ambito di un’offerta in costante ricambio grazie alle continue donazioni.

Per questo l’accaduto colpisce molto: «Sono episodi che non vanno assolutamente sottovalutati - sottolinea l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi - il gesto di bruciare i libri fa venire alla mente subito i roghi nazisti e le pagine più cupe della storia recente. Non vogliamo neanche pensare alle motivazioni che possano aver ispirato una simile azione seriale, dico quello che faremo: l’impegno dell’amministrazione comunale sarà non solo di ripristinare al più presto le teche nella loro completa funzionalità, ma anche di continuare a riempirle con nuovi testi da offrire alla presa in visione gratuita da parte della comunità. Perché la cultura è un bene comune innanzitutto, e poi perché la nostra azione sarà sempre improntata al fare, al costruire e al ricostruire, ove necessario. Ricordo bene l’episodio dell’autunno scorso al Parco Amendola, quando la teca fu fatta addirittura esplodere con un potente petardo. Ebbene, la struttura fu ricostruita e fu gara di solidarietà nel riempirla di nuovo di libri: così sarà anche questa volta, qui e nelle altre sedi danneggiate».

Rimettere a posto le cose al più presto, dunque, ma non solo: «L’altra priorità - continua Bortolamasi - è quella di individuare attraverso le forze dell’ordine i responsabili di un gesto così tanto lesivo: non solo nelle sue conseguenze materiali, ma anche nello spirito di comunità». Le “casette dei libri” sono rosse per rilanciare il messaggio delle famose panchine rosse a cui sono abbinate, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Entrambi sono strumenti di leva culturale di stimolo alla riflessione. E quindi, si spererebbe, di un miglior vivere sociale. —

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