Italy

Monfalcone, il vicesindaco Venni aderisce a Progetto Fvg: rebus sul suo successore in pole position

MONFALCONE Scegliere la strada politica, premiando l’alleato più fedele ma sbilanciando la giunta a destra, oppure ricorrere al salvagente tecnico, pescando tra gli assessori a chiamata? È questo il dilemma di una primavera agli sgoccioli che Anna Cisint dovrà affrontare per decriptare il rebus vicesindacatura, scoppiato dopo l’adesione (a sorpresa) di Paolo Venni a Progetto Fvg.

Antonio Garritani, l’uomo che parla a Fincantieri, anche assessore all’Istruzione (delega verso cui l’opposizione è sempre alla carica), tessitore dei rapporti con il mondo produttivo, ex colonnello dell’Arma, è l’uomo-chiave del sindaco. In giunta, una quercia. Indubbio vincitore morale del toto-giunta di queste ore, legittimamente può aspirare al ruolo di numero 2 in piazza della Repubblica, ma forse non sarà accontentato.

Garritani è di Fratelli d’Italia, una scelta di questo tipo potrebbe essere vista come uno sbilanciamento a destra dell’esecutivo e con una Giorgia Meloni in costante ascesa a tallonare Matteo Salvini qualche altro schieramento potrebbe sentirsi minacciato. E siccome anche a centrodestra le acque sono tutt’altro che placide, sebbene decantate sempre come idilliache (vedi le recenti defenestrazione del forzista Giuseppe Nicoli dalla maggioranza e perdita dei Pensionati di Antonio de Lieto), è assai probabile che la scelta del sindaco ricada su un assessore tecnico, posto che di new-entry, a un anno dalle urne, non è neanche il caso di parlarne.

I rumors danno dunque in pole Michele Luise, ex democristiano, uno che, pur nominato e pertanto in questi anni sempre distaccato dalle dinamiche politiche per rispetto del ruolo, la politica ce l’ha comunque sottopelle, anzi, nel dna. La scelta, peraltro, potrebbe premiare lo stacanovismo vissuto nel clou della fase pandemica, quando avere un uomo della medicina accanto, il primo della giunta a essere vaccinato, per Cisint è stata una sicurezza.

Non è l’unico tecnico della squadra: ci sarebbero anche Luca Fasan, assessore al Marketing e Commercio, che gode della stima del sindaco anche per i toni mai sopra le righe e incessantemente devoti, e Sabina Cauci, la donna che si occupa prevalentemente di centrale e ambiente, oltre che del verde pubblico. E si sa della sconfinata passione di Anna Cisint per i «fioretti» (copyright by Cristiana Morsolin), non di rado sottolineata dal centrosinistra che parla di eccesso di spese in aiuole e infiocchettamenti. Fasan sicuramente è stato un nome sussurrato in queste ore. Di contro, è stato l’unico, tra gli assessori tecnici, come qualcuno fa notare, a essere incappato nelle critiche dei partiti a centrodestra, ché di quelle dell’opposizione Cisint pare non curarsi affatto. Per questo la prima cittadina dovrebbe preferirgli Luise.

Remota, invece, la possibilità che il sindaco opti per un fedelissimo della sua stessa area politica, cioè la Lega, tradotto: Giuliana Garimberti e Massimo Asquini. Lì sì, si avrebbe uno smaccato sbilanciamento verso il Carroccio e gli alleati non gradirebbero, per dirla con garbo. Infine l’assessore allo Sport Francesco Volante, fino a pochi mesi fa forzista e ora ritornato a casa, in Monfalcone Responsabile con i fatti: promuoverlo vicesindaco verrebbe interpretato come uno schiaffo dagli azzurri, con cui già è maretta per via del caso Nicoli. Potrebbe esser meglio non ficcarsi nel ginepraio. Dai bookmaker, quindi, Luise è dato vincente.

Ma la nuova nomina che sarà assegnata lunedì, salvo ripensamenti, impone una riflessione sui cambi di casacche e di deleghe registrati in questi 5 anni, che vedono una giunta profondamente diversa rispetto a quella di partenza. In parte perché tre persone non ci sono più, causa promozione ad altri livelli politici o per accordi preelettorali: Sebastiano Callari, Nicoli e Francesca Tubetti. E in parte quindi per i nuovi ingressi: Massimo Asquini, assessore plus, cioè in più, e Volante stesso. Ma modifiche ci sono state nelle attribuzioni di deleghe (Luise si occupava di Cultura, mentre Garritani ha dovuto pigliarsi l’Urbanistica). E poi ci sono stati gli avvicendamenti in aula, per esempio la fuoriuscita della bandiera della Lega a Monfalcone, Federico Razzini, con subentro di Danilo Tanzariello e diversi passaggi di testimone del capogruppo. Mentre Ciro Del Pizzo, ora capogruppo di Monfalcone sei tu, ha salutato Forza Italia, che lo aveva ospitato in lista nel 2016. Una geografia, insomma, in continuo smottamento. C’è fibrillazione, anche a centrodestra.

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