Siena, 25 set. (LaPresse) – “È necessario far capire al governo che la città non ha abbandonato la volontà di lottare per i dipendenti di Mps, per l’indotto, per la tradizione e per un marchio. Tutti questi miliardi di cui si favoleggia nella trattativa per convincere UniCredit ad acquisire il Monte, non sono aiuti di Stato? O le norme si interpretano in base agli amici e alle convenienze? Credo che il premier Draghi non abbia ancora visto il dossier Mps. E non mi sembra peregrina l’idea di indicare una banca d’affari neutra che individui soluzioni alternative. Davvero tutti i sacrifici che la banca ed i senesi hanno fatto nei secoli non meritano rispetto?” Lo afferma il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, in un post su Facebook, all’indomani dello sciopero dei dipendenti di Banca Mps.

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