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Musk scalza Buffett: grazie alla Tesla dei record è il settimo più ricco al mondo

MILANO - Ha da poco festeggiato il raggiungimento di obiettivi finanziari e di mercato, con la sua Tesla, che gli sbloccano un potenziale stipendio in azioni da centinaia di milioni di dollari: un record, anche per Wall Street. Si è tolto la soddisfazione di portare la casa delle auto elettriche in cima alla classifica dei costruttori, per valore espresso dalla Borsa, scalzando il colosso giapponese Toyota. Ma la sua corsa non si è fermata.

Elon Musk, il vulcanico fondatore della Tesla e imprenditore galattico con SpaceX, è diventato più ricco di Warren Buffett. Sorpasso certificato alla chiusura dei mercati di venerdì dal Bloomberg Billionaires Index, un indice calcolato dall'agenzia finanziaria che si aggiorna live con le quotazioni delle società che costituiscono il grosso dei patrimoni dei Paperoni presenti in classifica. L'imprenditore di origine sudafricana ha scalzato il guru di Omaha, investitore iconico della finanza a stelle e strisce e campione delle scommesse di lungo periodo su società capaci di crescere con misura ma costanza.

E' stato, invece, un anno di corsa quello di Musk. Che ora si trova al settimo posto dell'indice dei Paperoni, seduto su una fortuna da 70,5 miliardi di dollari. Un patrimonio balzato di 43 miliardi dall'inizio dell'anno. Il segreto del suo successo è stata l'accelerazione pazzesca di Tesla, le cui azioni in Borsa valgono oggi più di 1.500 dollari dopo una cavalcata del 269% da inizio anno. Una fetta del suo gruzzolo, pari a circa 15 miliardi di dollari, si spiega con SpaceX.

Musk scalza Buffett: grazie alla Tesla dei record è il settimo più ricco al mondo


Con il Nasdaq capace di aggiornare i suoi massimi storici nonostante questi mesi di tragedia pandemica, non stupisce di vedere che la parte alta della classifica è ormai quasi un monocolore tecnologico. Domina Jeff Bezos di Amazon con 189 miliardi, seguito a distanza da Bill Gates a 116 miliardi. Sul terzo gradino del podio c'è Zuckerberg con 93 miliardi, poi una incursione di Bernard Arnault con il suo impero francese della moda che gli assicura un capitale di oltre 92 miliardi. Poi torna il tech: Ballmer, Page e appunto Musk, che si è messo alle spalle non solo l'oracolo di Omaha ma anche Sergey Brin, l'indiano Ambani e Larry Ellison. 

Per Buffett c'è una consolazione, se mai ne avesse bisogno un uomo da 69 miliardi. La sua retrocessione in classifica è per certi versi volontaria. L'Oracolo ha infatti donato in settimana un pacchetto di azioni della sua Berkshire Hathaway, la società attraverso la quale investe e acquisisce partecipazioni, del valore di 2,9 miliardi in iniziative di solidarietà. Dal 2006, il totale di queste donazioni ammonta a oltre 37 miliardi di dollari.

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