Nalini fa la cuoca, e molte cose ha fatto prima. E’ nata in India cinquantasei anni fa, ed è stata adottata quando ne aveva cinque: il padre giapponese, Hideyuki Miyakawa e la mamma italiana, Marisa, andarono a prenderla da Torino all’orfanotrofio di Poona. "Sono nata con un braccio più corto dell’altro e senza un dito, i miei genitori adottivi mi fecero operare diverse volte da bambina e adesso uso le mani alla perfezione: sono una persona amata e fortunata".

Nalini ha un diploma magistrale, ha lavorato al Gruppo Abele di don Ciotti per diciassette anni, poi ha fatto la commessa e l’insegnante d’appoggio in una scuola dell’infanzia, finché non ha incontrato Casa Oz. "Un luogo speciale, a disposizione delle famiglie che hanno bambini ricoverati all’ospedale infantile Regina Margherita, un punto di appoggio e amore. Come quello che ho ricevuto io".

Dopo avere frequentato un corso di cucina, Nalini Miyakawa è oggi responsabile della distribuzione dei pasti a Casa Oz dove, come tutti lì, si occupa anche di accoglienza e ascolto. "Essere cresciuta in una famiglia aperta, affettuosa e multietnica ha segnato la mia vita da cima a fondo, e come donna mi ha insegnato che nessun limite è da accettare passivamente, mai".