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Needle-spiking, protestano le donne in Gran Bretagna: “Drogate a nostra insaputa: vogliamo sicurezza”

Decine e decine di casi di needle-spiking, droghe somministrate di nascosto attraverso micropunture nei locali notturni, hanno spinto le donne a scegliere di boicottare i club una volta a settimana. Accade in Gran Bretagna dove sempre più persone denunciano di essere state vittime del nuovo e pericoloso fenomeno di violenza. “Non vogliamo che venga privata la nostra libertà ma che ci venga garantita maggiore sicurezza”, chiedono associazioni universitarie a gran voce.

Boicottare i locali notturni una volta a settimana per dire basta alla violenza e chiedere maggiore sicurezza perché le donne hanno diritto di uscire la sera senza per questo dover temere per la propria incolumità. È questo il nuovo movimento nato in Gran Bretagna da parte di ragazze e giovanissime che hanno deciso di prendere posizione dopo i casi di needle-spiking registrati nel paese nelle ultime settimana. Un fenomeno che si sta diffondendo velocemente e che è rappresentato dalla somministrazione di sonniferi o di droghe dello stupro attraverso delle punture di ago che le vittime ricevono perlopiù in discoteca, senza rendersene nemmeno conto, magari mentre ballano con un'amica.

Un'iniziativa questa del boicottaggio settimanale dei cosiddetti club, partita da Edimburgo, e giunta in poco tempo a Durham, Exeter, Cambridge, Oxford, Hull, Newscastle. Sono tante le cittadine del Regno Unito e non solo a schierarsi dalla parte delle donne le cui libertà rischiano di venire meno ancora una volta a causa di un nuovo atto di violenza collettivo nei loro confronti. Dopo le denunce dei circa 40 casi di needle-spiking registrati tra Manchester, Nottingham e Birmingham, la polizia ha lanciato un appello a tutte le giovani donne affinché escano in gruppo e non da sole. Così come accadde quando, dopo l'omicidio di Sarah Everard, uccisa da un poliziotto a Londra la scorsa estate, la Metropolitan police diffuse una serie di precauzioni per le donne tra le quali non andare in giro da sole.

Una presa di posizione che ancora una volta tende a demonizzare l'atteggiamento delle donne o non quello degli autori delle violenze, in questo caso di questo nuovo pericolosissimo fenomeno. Le vittime, che hanno denunciato l'accaduto, hanno raccontato di essersi svegliate il giorno dopo aver trascorso la serata in un club completamente prive di ricordi di quanto accaduto nelle ore precedenti e con un dolore alla parte del corpo in cui evidentemente era stato iniettato il sonnifero o la droga. Intanto sono state raccolte 167.000 firme per rendere necessaria la perquisizione di chi entra nei locali notturni.