Italy

Nella mappa del reddito a Milano, per Cap, c’è il quartiere più ricco d’Italia

Le dichiarazioni dei redditi del 2020 e i codici di avviamento postale. Sono le due «chiavi» usate dal portale specializzato in sondaggi, analisi e statistiche YouTrend per creare la mappa della ricchezza (e dei meno abbienti) a Milano (VAI ALLA MAPPA INTERATTIVA). Una fotografia patrimoniale divisa per macro-aree metropolitane che lega le dichiarazioni dei redditi dei milanesi ai 38 Cap in cui la città è suddivisa. L’analisi è a sua volta frazionata in cinque fasce di reddito e mostra gli imponibili del 2019, quindi la situazione prima dell’arrivo dell’epidemia di Covid-19 e con un inedito redditometro: è la prima volta che il ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica informazioni così dettagliate sulle dichiarazioni nelle grandi città adottando il nuovo indicatore del cap. L’imponibile medio più alto è quello, prevedibile, del 20121 (che comprende Brera, San Marco e Castello) che oltre ad essere record metropolitano con oltre 88mila euro per contribuente è il reddito più elevato a livello nazionale.

Nel centro cittadino un residente su sei (corrispondente al 16 per cento) dichiara un reddito superiore ai 120 mila euro. Circonda il centro storico il 20145 (qui i riferimenti di quartiere sono il Sempione e Citylife) con quasi 71 mila euro pro capite all’anno e un 14 per cento oltre l’asticella dei 120 mila euro. C’è un’altra porzione di Milano che sta dietro alle prime due super-zone e corrisponde a Cordusio, Carrobbio, San Vittore e Magenta, accomunate dal Cap 20123 con 67 mila euro e il 13 per cento di redditi oltre i 100mila euro. Il 20122 completa il puzzle della Milano più agiata e comprende Ticinese, l’area intorno a San Babila e i quartieri adiacenti ai giardini della Guastalla totalizzando 57 mila euro. A seguire nella fascia media tra i 49 mila e i 44 mila euro figurano ampie zone cittadine che vanno da Portello, Lotto e Fiera (20149) a Porta Genova e Washington (20144) fino a viale Abruzzi (20129). Redditi simili nelle aree fra stazione Centrale-piazza Gae Aulenti e nelle zone intorno a corso Buenos Aires, accomunate dal cap 20124. Qui i redditi più alti di Gae Aulenti vengono «ridimensionati» da alcuni quartieri intorno a Centrale.

Le zone semicentrali

Un’altra macro-fascia per il fisco e «geolocalizzata» va dai 29 ai 42 mila euro ed è riconducibile al Cap 20133: rispecchia la media cittadina che si attesta a 32mila euro e include Città Studi e i quartieri fra il Politecnico e Forlanini. In una fascia leggermente più alta ci sono Porta Romana e viale Umbria che fanno media fra loro attestandosi intorno ai 40 mila euro sotto il Cap 20135. Si scende invece sotto la media cittadina non appena si entra in una vasta area periferica: il reddito tra i 26 e i 29 mila euro è incluso nei Cap 20134 e 20137 con Calvairate e Ortica nella zona orientale della città, Vigentino fino a Quintosole verso sud (Cap 20141), Trenno e Lampugnano a nord-ovest (Cap 20151), Maggiolina e Bicocca a nord-est (Cap 20125 e 20126).

Le periferie

Con la quarta fascia reddituale si toccano le zone della mappa tra i 22 e i 26 mila euro. Qui si incontrano alcune delle aree più esterne del Comune di Milano: la parte sud del Corvetto, Rogoredo e Santa Giulia (i Cap sono il 20139 e 20138) e, dalla parte opposta della città, Niguarda (20162) e il quartiere Adriano (20128) fino a Primaticcio e Baggio (Cap 20153 e 20147).

Quasi in fondo al redditometro, secondo la dichiarazione 2020, quattro grandi aree della periferia milanese che si attestano intorno ai 22mila euro: Gratosoglio, Boffalora e Barona a sud (Cap 20142); Muggiano a ovest (20152); i quartieri che si aprono sopra piazzale Loreto, e che comprendono NoLo, Turro, Crescenzago, Cimiano e Cascina Gobba (Cap 20127 e 20132). Sugli stessi valori i Cap 20156, 20158 e 20161 che accomunano Villapizzone, l’area del Cimitero Maggiore, Dergano, Affori e Comasina.

Ultima per introiti è la zona codificata dal 20157 in cui vivono i milanesi meno abbienti: qui i redditi scendono sotto i 18 mila euro e includono Quarto Oggiaro, Stephenson, Roserio per arrivare ai margini dell’area Expo. È questo il dato che mostra i divari patrimoniali più stridenti che si incontrano sul territorio comunale: è appena un quinto o un sesto del reddito annuale (circa 90 mila euro in media) dichiarato nel cuore della città, fra Brera e zona Duomo: qui un residente su sei dichiara oltre 120 mila euro che a Quarto Oggiaro — sempre seguendo il crudo calcolo statistico è appannaggio soltanto di uno su 500 dichiaranti.

Secondo lo studio del portale YouTrend «si tratta di un divario così elevato da non avere pari in altre città italiane». Una nota infine per i Comuni dell’area metropolitana dove Basiglio e Cusago — rispettivamente con 45.220 euro e 37.640 euro pro-capite — «battono» la media cittadina che si attesta, come ricordato, intorno ai 32 mila euro.

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