Roberta e Mauro avranno una nuova casa. La coppia non trovava un appartamento in cui trasferirsi, a Torino, perché quasi tutti i proprietari delle case che Roberta era andata a vedere avevano fatto marcia indietro quando avevano saputo che suo marito era un disabile, malato di Sla.

"Nessuno lo dice apertamente, ma è chiaro è il motivo è quello - aveva spiegato Roberta Sobrero, - Mi sono trovata di fronte a richieste di garanzie assurde pur avendo un lavoro fisso e uno stipendio adeguato a sostenere un affitto " . La donna, nelle ultime due settimane - quando ha saputo che il vecchio proprietario non aveva intenzione di rinnovare il contratto della loro casa di via Sacra di San Michele - aveva visto almeno una decina di alloggi.


Dopo la sua denuncia, pubblicata su Repubblica, però, la macchina della solidarietà si è messa in moto e in tanti si sono fatti vivi per offrire una sistemazione alla coppia. "Questa pioggia di offerte inaspettate mi ha ridato fiducia", ammette Roberta.

Oltre ad alcune cooperative anche diversi privati hanno contattato la donna e la redazione di Repubblica per mettere a disposizione i loro alloggi. Alla fine l'appartamento perfetto è arrivato. " Mi ha chiamato l'agenzia di un mediatore immobiliare, Roberto Bono, e mi ha detto che c'era una proprietaria che era disposta a darci casa. C'è il numero di stanze che serve, il bagno attrezzato e il garage interrato che mi permette di salire direttamente in casa con comodità".

Lunedì Roberta firmerà i documenti per il contratto e ha già fissato anche la data del trasloco. "Ci trasferiamo il 22 dicembre", annuncia con un sorriso. Suo marito oggi ha 55 anni, quando ne aveva 46 si è ammalato di un particolare tipo di demenza precoce, un anno fa ha scoperto di avere la Sla. Roberta, che oggi lo assiste, è un tecnico ortopedico. "Questa casa, vicinissima a dove lavoro mi permetterà anche di tornare a lavorare".

La casa nuova è a due passi da quella vecchia e questo è un bene perché permette a Mauro di non dover cambiare le sue abitudini. " C'è un'organizzazione certosina nella nostra vita fatta di visite, terapie e medici che ormai ci conoscono. Per questo è stato un problema quando abbiamo saputo che avremmo dovuto lasciare la casa vecchia".

Dopo la lunghissima serie di rifiuti, la telefonata dell'agente immobiliare che gestisce l'affitto del nuovo alloggio è stata una liberazione. " Ci ha detto che la proprietaria ci teneva a farci sapere che lei non ha alcun pregiudizio - racconta ancora Roberta - Quella frase mi ha scaldato il cuore".