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Nizza, quelle parole prima della morte: "Dite questo ai miei due figli..."

La madre agonizzante è riuscita a raggiungere un bar e a pronunciare le sue ultime parole prima di morire, colpita dalla furia omicida di Aouissaoui Bahrain, il tunisino ventunenne attentatore nella Basilica di Nostra Signora dell'Assunzione di Nizza. “Dite ai miei figli che li amo tanto” ha detto a chi ha cercato di soccorrerla nel bar sito in rue d’Italie, a pochi metri dalla cattedrale dove è iniziata la strage. Ma quelle ferite profonde alla gola non le hanno dato scampo e poco dopo la 44enne è morta.

La madre aveva accompagnato i bambini a scuola

Secondo quanto raccontato dai media francesi, la donna aveva appena accompagnato i suoi due bambini a scuola e, prima di iniziare la sua giornata, aveva deciso di entrare per pregare nella chiesa di avenue Jean Médecin, la più bella di Nizza, molto simile nella sua architettura alla ben più famosa e conosciuta Notre-Dame di Parigi. Vincent Loquès, il sacrestano, aveva poco prima aperto le porte, verso le 8.30, come faceva ogni mattina.

La 44enne, prima di essere raggiunta dalla coltellata fatale alla gola, ha visto cadere ai suoi piedi le altre due vittime, una donna di 70 anni che stava pregando ed è stata decapitata all'interno della cattedrale, e il guardiano della chiesa. La donna è stata colpita dalla furia omicida del tunisino ma è comunque riuscita a scappare e a guadagnare l’uscita, andandosi a rifugiare nel bar adiacente al luogo di culto. La ferita inferta dall’islamico era però profonda e poco dopo aver pronunciato le sue ultime parole, rivolte ai suoi bambini, la 44enne è prima svenuta e poi morta.

Le altre due vittime

L’altra vittima invece, la 70enne, non è neanche riuscita a fare qualche metro, è stata quasi decapitata davanti all’acquasantiera. Forse l’omicida in quel momento era ancora più inferocito dal fatto che l’anziana avesse appena fatto il segno della croce. In molti hanno ricordato quella donna, una parrocchiana molto legata alla sua chiesa e spesso presente alle funzioni religiose. La terza vittima è il sacrestano, un 55enne separato e padre di due ragazzi, uno di 21 e l’altro di 25 anni. L’uomo, sempre secondo quanto ricostruito, avrebbe udito le urla e sarebbe subito accorso a vedere cosa stesse succedendo. Ma davanti a sé ha trovato il tunisino che lo ha colpito a morte. I parrocchiani hanno parlato dell’uomo come di una persona tranquilla che aveva fatto della cattedrale la sua casa dal 2013, anno in cui aveva iniziato a prestare servizio nella Basilica. Precedentemente aveva lavorato nella chiesa di Santa Giovanna D’Arco, in un altro quartiere della città francese. In molti conoscevano Loquès, anche i commercianti della zona, una delle più ricche di negozi di Nizza.

Il viale collega Place Massena, il centro della cittadina, alla stazione ferroviaria.

Un medico ha raccontato: “Ho visto un ragazzo correre fuori dalla chiesa, sembrava invasato. Dopo pochi secondi, cinque o sei poliziotti lo stavano inseguendo in un giardino a lato della Cattedrale. Poi ho sentito quattro colpi e mi sono nascosto”. Il titolare del bar dove la madre ha cercato rifugio ha detto di aver sperato che la donna si salvasse ma, appena varcata la porta era solo riuscita a pronunciare le sue ultime parole verso i propri figli, prima di cadere a terra.

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