"Questa prima battaglia l'abbiamo vinta, dimostrando la forza e la determinazione dei lavoratori portuali e di tutti coloro che li hanno affiancati e sostenuti nella difesa della democrazia e della libertà individuale", ma occorre "fare un passo in avanti assieme alle migliaia di persone e gruppi con cui siamo entrati in contatto in questi giorni", dunque "da domani torniamo al lavoro - chi può - per i portuali dal primo turno di lavoro del 17/10/2021 - ma non ci fermiamo".

In una nota diffusa in serata dal Coordinamento dei lavoratori portuali arriva la notizia: la protesta per ora è sospesa. In attesa del "primo passo" previsto "il 30 ottobre quando una delegazione di lavoratori portuali di Trieste e Monfalcone e degli altri scali, delle forze dell'ordine, di sanitari, di giornalisti e di altre categorie da tutta Italia, saranno accolte al Senato a Roma per far valere le ragioni di chi chiede l'abolizione del Green Pass per lavorare".

Oggi era stata annunciata, al secondo giorno di sit-in 'No Green Pass' al porto di Trieste, la volontà dei portuali di andare avanti a oltranza ma poi è arrivata la nota che ferma, almeno fino la fine del mese, le proteste. Nel frattempo in tarda mattinata il presidente dello scalo, Zeno D'Agostino, aveva dichiarato che la situazione era diventata "non più tollerare, ho bisogno di un porto che funzioni".


Oggi  più di 2000 persone erano arrivate a manifestare nel porto ed altre, in serata erano attese. Molte provenienti da diverse Regioni. Il Coordinamento lavoratori portuali di Trieste (Clpt), organizzatore della protesta, è stato per tutto il giorno davanti ai varchi, ma l'attività del porto "non si è fermata".

Secondo il leader del Clpt, Stefano Puzzer, infatti  "è andato a lavorare attorno al 40% dei portuali su circa un migliaio. Di questo - dice - penso che il 10% sia senza Green Pass".