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No Green Pass, Puzzer deluso per la protesta flop all’Onu: “Arrabbiato ma più determinato di prima”

Stefano Puzzer è andato a Ginevra per protestare al palazzo dell’Onu, ma dopo aver fatto la spola tra diversi uffici è tornato a casa senza riuscire a depositare le denunce che voleva presentare.

L'ex leader dei portuali di Trieste, diventato il simbolo delle mobilitazioni contro il Green pass obbligatorio, Stefano Puzzer, ha fatto un viaggio a vuoto a Ginevra, per protestare al palazzo dell’Onu. L'iniziativa è stata un flop, e non è riuscito a portare a casa alcun risultato concreto. È lui stesso a spiegarlo con un video, confessando di "essere arrabbiato, ma ancora più determinato di prima".

"Siamo andati all'Onu – ha raccontato – siamo entrati nell'ufficio per ritirare l'accredito. Ci hanno però detto che il forum a cui noi avremmo dovuto partecipare era stato spostato in remoto". A quel punto "è iniziato un giro continuo tra cinque palazzi, dove ogni volta un funzionario ci diceva che doveva andare a protocollare le carte. Uno di questi ci ha dato un appuntamento facendoci capire poi quello che non avrei mai creduto: questa organizzazione è una scatola vuota, cioè che non si preoccupa dei problemi come quelli nostri".

Dopo diversi giri inutili tra i palazzi, nel tentativo di depositare una denuncia, e dopo essere stato sballottato da un ufficio all'altro, Puzzer è stato costretto a capitolare. "In cinque palazzi non è stato possibile protocollare nulla, ma per fortuna abbiamo le prove che le mail le avevamo mandate".

Lo scopo della sua spedizione era quella di consegnare alcune denunce, tra cui una per lo sgombero dei manifestanti No Green pass dal Molo 4 di Trieste, avvenuto lo scorso 18 ottobre, e un'altra per il daspo ricevuto per via del suo sit nella Capitale, quando, con una panchina a piazza del Popolo aveva organizzato una protesta in solitaria, cercando di attirare l'attenzione del premier Draghi, all'indomani del G20, per dire no all'obbligo di certificazione verde nei luoghi di lavoro.

"Al momento ero molto deluso e abbattuto" però poi "ho avuto il tempo di tranquillizzarmi e sicuramente io, i portuali della resistenza e la mia famiglia – ha aggiunto Puzzer – non molleremo. Adesso bisogna dare un segnale forte, sempre pacificamente e rispettando la legge". Il portuale ha concluso il suo viaggio di ritorno con una considerazione: "Ho visto un monumento fatto a Gandhi fuori dall'Onu. Se lui potesse lo porterebbe via da quel luogo perché non accetterebbe di essere messo la' come simbolo di una scatola vuota".