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No, l'Ue non vuole far sparire le parole Natale e Maria dal nostro vocabolario

Fake & Fact

Stanno scatenando un forte dibattito delle linee guida sulla comunicazione della Commissione, che sono solo per uso interno e il cui senso è stato in parte travisato

La Commissione europea ci vuole impedire di parlare del Natale o di chiamare i nostri figli Maria o Giuseppe. Sono solo alcune delle esagerazioni nate dalla diffusione di alcune linee guida interne sulla comunicazione dell'esecutivo comunitario, che puntano a spiegare ai funzionari come fare in modo che la comunicazione istituzionale diventi più inclusiva e che fa parte della più ampia strategia Union of Equality, Unione dell'uguaglianza.

Diverse testate (tra cui la nostra, scusate, capita), hanno rilanciato la notizia che è stata data inizialmente da Il Giornale, che ha avuto accesso diretto al documento incriminato, documento che esiste effettivamente e chiede effettivamente di eliminare alcuni riferimenti alle festività religiose, tra cui (ma non solo) il Natale. Ma le cose sono più complesse di quanto sia stato riportato e interpretato da alcuni. Il quotidiano online Malta Today, che pure ha avuto accesso al documento, lo ha analizzato (e riportato) in maniera più completa, proprio allo scopo di renderne al meglio la complessità, al di là di quello che poi ognuno è libero di pensare riguardo alla necessità o meno di usare un linguaggio più “neutro” nelle comunicazioni ufficiali di una istituzione.

Innanzitutto ricordiamo che si tratta di un testo per uso interno e indirizzato ai funzionari di Bruxelles, che non si rivolge assolutamente ai cittadini dell'Unione. In una sezione dedicata alle culture e alle religioni le linee guida esortano i funzionari a "evitare di presumere che tutti siano cristiani". Per farlo si sostiene che piuttosto che utilizzare 'periodo di Natale' come riferimento generico alle vacanze di dicembre, sarebbe meglio utilizzare la parola festività e citare le diverse celebrazioni di quel periodo dell'anno. Ad esempio piuttosto che dire "il periodo natalizio può essere stressante", le linee guida suggeriscono: "Le festività possono essere stressanti... per coloro che celebrano il Natale, o l'Hanukkah".

L'Hanukkah è una festività ebraica che ricade il 28 dicembre, quindi a pochi giorni di distanza dal Natale. Seguendo il suggerimento delle linee guida di Bruxelles una comunicazione della Commissione risulterebbe inclusiva nel senso che una frase del genere, andrebbe bene sia per un cristiano che per un ebreo, non facendo sentire escluso nessuno dei due, e non facendo nemmeno torno a nessuno dei due. Certo i cristiani sono la maggioranza in Europa e gli ebrei una minoranza, ma sarebbe così tremendo prendere in considerazione anche la loro presenza? Non ci farebbe piacere se, ad esempio, a parti inverse, se facessero lo stesso in Israele?

Pure sulla scomparsa del nome Maria dal “vocabolario comunitario”, andando più a fondo nel testo si capisce che è una esagerazione. Nel documento si consiglia, in qualsiasi contenuto comunicativo della Commissione, di "non usare nomi propri tipici di una specifica religione". Le linee guida forniscono come esempio tipico da evitare una frase come "Maria e Giuseppe sono una coppia internazionale", suggerendo invece ad esempio di dire “Malika e Julio sono una coppia internazionale”. Il senso non è chiaramente quello di voler far sparire la Madonna e San Giuseppe dall'immaginario comune, ma quello di usare esempi che non risultino in maniera troppo evidente rappresentativi di una sola comunità, in questo caso quella cristiana.

Poi è chiaro che la comunità cristiana è ovviamente maggioritaria nel continente, ma il senso di una “comunicazione inclusiva” è proprio quello, cioè di includere e non escludere le minoranze. Guardando la cosa da un'altra prospettiva, se in un testo della Commissione trovassimo come esempio di nomi di coppia “Muhammad e Aisha” non ci sarebbe certo nulla di male o di strano, ma qualcuno potrebbe pensare che si tratta di nomi che identificano troppo la cultura islamica più delle altre, e a qualche cristiano potrebbe dare fastidio forse, o comunque sembrare strano, indelicato. Ed è ed esattamente quanto la Commissione vorrebbe evitare. Per tutti.