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No pass in piazza e G20, la Capitale si blinda

Preoccupano le manifestazioni in programma per il prossimo fine settimana, in particolare quelle che si terranno sabato 30 settembre a Roma, dove è previsto anche il G20. L'attenzione della questura è puntata soprattutto per l'evento delle 14 in piazza San Giovanni, dove avrà luogo il sit-in di Rifondazione Comunista per dire «no» al governo Draghi. Sotto osservazione anche i possibili obiettivi sensibili. Per precauzione la strada in cui abita il premier, Mario Draghi, è stata chiusa.

Alle 15 ci sarà il corteo Usb che prenderà il via da piazzale Ostiense per arrivare fino alla Bocca della Verità. Per l'occasione saranno in campo circa 6mila uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che dovranno presidiare la Capitale sia nell'area coinvolta dal G20, sia nelle zone degli eventi di protesta.

Del traffico, chiuso nella zona rossa dell'Eur, si occuperà invece la Polizia municipale. Non mancheranno l'Esercito, con l'operazione Strade sicure e l'Aeronautica, con gli assetti anti drone e pronta per la difesa aerea con gli Eurofighter allertati per eventuali scramble. Il perimetro intorno al luogo dove si riuniranno presidenti, capi di Stato e di governo e personalità si estenderà intorno a un'area di 10 chilometri quadrati. Osservati speciali restano in queste ore i social network e i vari canali Telegram su cui passa il tam tam. Sono soprattutto i movimenti No Vax e No Green Pass a essere guardati con attenzione dall'intelligence proprio a causa di possibili infiltrazioni di estremisti neofascisti o anarco insurrezionalisti.

Per i vari trasferimenti delle personalità del G20 sono stati reclutati gli uomini del Nocs della Polizia, ma in città non mancherà anche la presenza di Uopi e Api. Inoltre, un elicottero delle Forze dell'ordine sorvolerà costantemente la città per individuare punti di eventuale rischio.

Intanto nuove minacce via web sono arrivate al sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. La procura di Roma ha aperto un fascicolo. Occhi puntati anche sulle manifestazioni in programma nelle altre città, in particolare a Milano.

Ieri, a un convegno di un noto sindacato di polizia, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, riguardo ai fatti di Trieste, ha sottolineato: «Siamo stati criticati. Lì non c'erano più lavoratori che erano entrati a lavorare, ma frange estremiste arrivate da tutte le parti d'Italia, anche da fuori, perché ne volevano fare una manifestazione di carattere nazionale. Lì anche le forze di polizia (che ha ringraziato ndr) non hanno usato manganelli, ma hanno cercato di allontanare i manifestanti». Poco dopo ha detto: «Questo è stato un periodo difficilissimo per tutti noi, a tutti i livelli. Solo quest'anno abbiamo avuto 13.800 manifestazioni, di cui 5.400 contro i provvedimenti del governo e 3.600 anti covid». Parlando poi della difficoltà «per un poliziotto di operare bilanciando i diritti che spesso sono in competizione», ha sottolineato la necessità di «avere grande professionalità. Arrivare - ha detto - alla composizione del conflitto in maniera soft, ma con fermezza». Riguardo al G20 ha tenuto a dire: «Abbiamo una pazienza di Giobbe, abbiamo tolleranza e tante di quelle qualità che ci consentono di affrontare i problemi con serenità. Vi posso dire che quello che affronto lo affronto con grande serenità, non pensando a quello che dicono le parti politiche, lo facciamo come una squadra, sono un prefetto cresciuto in questa amministrazione. Metto impegno e professionalità, non ce la può togliere nessuno, non c'è valutazione esterna che possa incidere, dopo anni di lavoro e conoscenza dei problemi».

Intanto, ieri la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha postato sui social un cartello e la scritta «Lamorgese ministro della forza ondulatoria». E quindi l'appello: «Firma anche tu la nostra mozione per sfiduciare il ministro Lamorgese».