Italy

Oltre 150 volti per riscoprire l'individualità. La mostra ''Ti conosco mascherina'' conquista anche Sgarbi e le foto saranno esposte al Mart

TRENTO. Ogni volto è una storia, ma nell’ultimo anno questa storia è stata parzialmente coperta dalla mascherina sanitaria. La circoscrizione di Gardolo, grazie ai membri e alla presidente della commissione cultura Vittoria De Mare insieme al mondo dell’associazionismo, ha voluto riscoprire l’individualità di ognuno dietro l’omologazione obbligatoria causata dalla pandemia Covid.

Il progetto si chiama “Ti conosco mascherina”, frutto di una collaborazione ad ampio raggio tra diversi attori locali. Durante il periodo estivo, in occasione di quattro micro-eventi in diversi contesti urbani della circoscrizione, il presidente del Centro di cultura fotografica di Trento, Adriano Frisanco, insieme alla sua équipe, ha raccolto il materiale fotografico: circa 150 volti.

Il principio di fondo era quello di creare delle fotografie in cui uno stesso volto si specchiasse con e senza mascherina. L’idea è nata da uno stimolo di Carmine Ragozzino: "Il Covid - dice - ha omologato le persone nei fatti ma non ha omologato le differenze. Con un gesto molto semplice volevamo ricomporre questa frattura, restando fortemente convinti che la mascherina ci salva la vita”.

Le foto verranno valorizzate domenica 19 settembre, quando la mostra fotografica nella forma del happening artistico, a cura dell’associazione Alchemica, già attiva in attività di rigenerazione urbana, partirà alle 10 e alla quale seguiranno performance musicali di tre gruppi dalle 17. Se il tempo non lo dovesse permettere, già pronta la data sostitutiva per sabato 25 settembre.

Questa tecnica è una forma d’arte che nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni ’50 del Novecento e che si è diffusa in Europa subito dopo. Si basa sulla spontaneità e sull’improvvisazione dell’azione in luoghi non convenzionali, alla presenza di un pubblico che viene coinvolto a partecipare all’evento artistico. Nel seguente caso le fotografie verranno stampate su carta in bianco e nero e incollate utilizzando la colla da carta da parati ecocompostabile che sarà totalmente removibile con le piogge o con l’acqua: “Ci piacerebbe lasciare queste foto al suolo – racconta Virginia Sartori dell’associazione Alchemica – costruendo un percorso in cui le persone possano intervenire con dei gessetti colorati per giocare con il prodotto finale, proprio per coinvolgere il più possibile la comunità che per colpa della pandemia è stata lasciata da parte, per tornare a vivere le piazza e la cultura in generale insieme”.

Enormemente entusiasta anche la presidente della circoscrizione di Gardolo, Gianna Frizzera, che sottolinea: “Si tratta di uno dei progetti più importanti visti in circolazione negli ultimi anni, che ha coinvolto moltissime associazioni del territorio e moltissimi attori locali”.

La rete di partner coinvolti nella realizzazione del progetto comprende: centro di cultura fotografica, Alchemica, gruppo informale 33trentinfolk, coro Emerald, Progetto 92, cooperativa Arianna, corpo musicale Gardolo e Teatromoda. “Abbiamo deciso di fare rete perché spesso gli eventi rimangono autoreferenziali – racconta la presidente della commissione Vittoria De Mare – e abbiamo provato a cambiare questo processo lavorando insieme”. 

La mostra ha inaspettatamente ricevuto anche l’attenzione del presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, con il quale si sta lavorando per assegnare un’aria dedicata nel museo a queste opere fotografiche. L'allestimento sbarcherà nella città della Quercia dal 26 ottobre al 10 novembre

 “Questo fatto – spiega Ragozzino – eleva l’iniziativa dalla dimensione meramente circoscrizionale a una dimensione nazionale, cosa non semplice per una realtà locale”. Il materiale raccolto diventerà mostra anche nelle sale della circoscrizione indicativamente tra ottobre e dicembre: “Vogliamo mettere in mostra questo meraviglioso materiale fotografico – conclude De Mare – insieme alle immagini di backstage che illustrano il processo che c’è stato dietro”.

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