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Omicidio Willy, l’amico di Pincarelli: “Gli hanno detto che aveva colpito un ragazzo a terra”

Sono stati ascoltati oggi, nell’ambito del processo di Willy Monteiro Duarte, i testimoni della difesa di Francesco Belleggia e un amico di Mario Pincarelli.

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Si è tenuta oggi, nell'aula della corte d'Assise del Tribunale di Frosinone, una nuova udienza per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. A essere ascoltati, i testimoni della difesa di Francesco Belleggia – unico dei quattro imputati a trovarsi agli arresti domiciliari – una genetista forense, l'insegnate di karate e un amico con cui sarebbe dovuto tornare a casa la sera dell'omicidio. "Mi aveva chiesto un passaggio, ma quando l'ho richiamato un'ora e mezza più tardi per digli che stavo andando via mi ha risposto che stava andando ad Artena", le parole riportate da Adnkronos.

In aula ha parlato anche un amico di Mario Pincarelli, un ragazzo che la sera dell'omicidio di Willy lo ha riaccompagnato in macchina. Il giovane ha raccontato che quella sera erano andati insieme in giro per locali, dopodiché lo avrebbe rivisto solamente durante la colluttazione. "Sono corso verso la folla sentendo le urla e il parapiglia. L'ho trovato a terra, che cercava di rialzarsi, l'ho afferrato per la giacca e l'ho portato in macchina. Guidavo io la mia Smart, ma non abbiamo parlato di cosa era successo, Mario aveva bevuto. Ci siamo fermati in un parcheggio pubblico vicino al locale del fratello dei Bianchi, dove volevamo berci un'ultima cosa prima di tornare a casa. Lì abbiamo visto arrivare a piedi Francesco Belleggia, Marco e Gabriele Bianchi, Omar e qualcun altro che non ricordo".

All'arrivo dei fratelli Bianchi e Belleggia, è scoppiata una discussione. "C'è stata piccola discussione tra Mario e Omar – spiega il ragazzo –  Omar lo accusava di aver colpito un ragazzo a terra, ma Mario era sorpreso dall'accusa, perché gli diceva che non si era accorto di aver colpito qualcuno a terra. Poi c'è stata un'altra piccola discussione tra i fratelli Bianchi e Belleggia. Gli dicevano di prendersi la responsabilità di quanto fatto. Ma entrambi, sia Francesco che Mario, negavano. All'ingresso nel locale i carabinieri erano già lì, si sono spostati in una sala accanto con Marco, Gabriele, Francesco e non ricordo se ci fosse qualcun altro. Nessuno ha chiesto a Mario di seguirli, nemmeno quando sono andati via tutti. Vero è che è tornato a casa con me".