Italy

Ora D'Alema prepara la vendetta contro Renzi

Forse sarà l'ultimo capitolo di una lunga battaglia iniziata più di dieci anni fa. Il regolamento di conti tra Massimo D'Alema e Matteo Renzi sembra essere vicino: lo storico esponente del Partito comunista italiano, che pare essere tra i consiglieri più ascoltati dal premier Giuseppe Conte, sta preparando la vendetta contro il leader di Italia Viva. Il rottamato è pronto a vendicarsi con il rottamatore. Nel 2008 il giovanotto di Rignano sull'Arno puntò a diventare il primo cittadino di Firenze, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe e contestando "i leader tristi del Pd da rottamare senza incentivi". Tra tutti proprio l'ex ministro degli Esteri, che replicò in maniera seccata alle accuse: "È sufficiente che un giovanotto dica che vuole cacciarci a calci in culo, che subito gli vengono concesse paginate sui giornali".

Il 3 settembre 2010, dopo la Festa del Pd di Torino, invitò tutti a usare un linguaggio moderato e a dosare correttamente i toni del dialogo. E colse l'occasione per lanciare una frecciatina: "Questo Renzi non l’ho mai sentito enunciare un programma per il paese, formulare idee nuove sui problemi del paese, fa solo interviste per dire che bisogna cacciare via la gente...". Nella primavera 2011, a Ravenna, chiosò così sul fondatore di Iv: "Fa il mestiere della politica da lunga data e, direi, con mestiere. Lui pone il problema di una nuova generazione di politici che vogliono scalzare generazioni più anziane: è legittimo, ma questo accade quando i giovani dimostrano di essere più bravi".

Gli scontri sul referendum

Dalle primarie alle elezioni, i due si trovarono sempre su sponde opposte. Fino ad arrivare al referendum del 2016, con D'Alema che si schierò dalla parte del "no" ed esultò dopo la schiacciante sconfitta rimediata dall'allora presidente del Consiglio. Dal cinema Farnese a Roma lanciò i comitati per "demistificare la paccottiglia ideologica" della riforma costituzionale ed elettorale del governo, definendo la riforma "un pastrocchio che spacca in due il Paese". Facendo così diventare l'Italia "vittima di un dibattito fasullo, non fondato su dati di fatto".

Renzi lo paragonò all'attore Ronn Moss: "Sono riusciti a rottamare persino Ridge, il mascellone, da Beautiful, noi proveremo a rottamare Baffino". Baffino si disse convinto che delle riforme del suo avversario "non ci rimarrà nemmeno la puzza". La puzza però è rimasta. E adesso, come fa notare La Repubblica, D'Alema prepara gli atti finali del film per vedere il suo rottamatore finire rottamato.

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