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Orietta Ceccoli: Sostenibilità unisce Agenda 2030 al Progetto Paese 2030

Sostenibilità è il concetto che chiede di rendere compatibile l’uso delle risorse naturali (acqua, suolo, energia, ecc. ) non solo per i bisogni attuali, ma anche per i bisogni delle future generazioni. Due tavoli sono operativi a San Marino: il tavolo della sostenibilità per l’Agenda 2030 e il tavolo dello sviluppo del paese 2030.

Sostenibilità


Due tavoli di studio, di analisi e di proposta che hanno in comune un fattore trasversale: la sostenibilità. Per rendere comprensibili le mie parole, ho la necessità di esprimere in modo sintetico alcune informazioni: che cosa è l’Agenda 2030 e perché San Marino è coinvolto nell’Agenda 2030 dell’ONU.
Nel lungo percorso di dibattito tra l’aumento della popolazione mondiale e l’impiego delle risorse naturali all’interno di un paradigma di sviluppo economico, sociale ambientale, le Nazioni Unite (ONU), il 25 settembre 2015 (5 anni fa) hanno avviato un processo di cambiamento del modello di sviluppo globale. Hanno impegnato i paesi aderenti a portare avanti questo progetto. San Marino è un paese aderente alle Nazioni Unite.

Che cosa è l’Agenda 2030


L’Agenda 2030 è un documento e nello stesso tempo è un modello di sviluppo in cui sono fissati: 1. Obiettivi, 2. Strategia. 3. Risultati attesi o traguardi. 4. Indicatori di monitoraggio.
Il documento ONU contiene 17 obiettivi (Sustainable Development Goals), 169 sotto-obiettivi (target- traguardi) e oltre 200 indicatori per monitorare le politiche nazionali al fine di realizzare una rendicontazione a livello nazionale e internazionale.
Per capire meglio a quale tipologia di valorizzazione e di tutela del capitale dell’umanità siano rivolti questi 17 obiettivi dell’Agenda 2030, li ho raggruppati i 3 macro traguardi di tutela del capitale e precisamente: capitale umano/sociale; capitale naturale e capitale economico. Nella tabella sottostante il lettore può leggere l’articolazione e le correlazioni con gli obiettivi ONU.

Strategia
Molto interessante è la strategia indicata dalle Nazioni Unite, la quale utilizza il pensiero complesso, perché considera le relazioni e le interconnessioni presenti in un sistema economico globalizzato. Sempre in modalità sintetica, riporto i contenuti della strategia ONU.
1. Il modello di sviluppo coinvolge tutti gli Stati a prescindere dal loro livello di sviluppo (quindi coinvolge i paesi sviluppati, i paesi emergenti, paesi in via di sviluppo e paesi arretrati); questi sono i destinatari globali.
2. I destinatari nazionali sono i governi e le istituzioni, la società civile, le organizzazioni no-profit e le imprese.
3. Ogni paese ha il compito di elaborare e di attuare le proprie politiche economiche, sociali ed ambientali secondo il modello di sviluppo sostenibile, deve ottenere risultati, deve monitorarli e possibilmente attuare un coordinamento mondiale. Nelle politiche ONU si auspicano 2 traguardi e precisamente, l’attuazione di politiche nazionali, a cui far seguire il coordinamento di politiche a livello globale.
4. Sono coinvolte tutte le tipologie di imprese: imprese piccole PMI, cooperative e multinazionali. Si chiede alle imprese azioni pro-attive e modelli di business responsabili nell’esercizio delle loro attività, si chiedono investimenti, innovazione, potenziamento tecnologico e paternariato globale sostenibile (gli attori coinvolti sono quindi: il governo, il settore privato, la società civile, le ONG e l’ ONU).
San Marino è pienamente coinvolto in questo processo di cambiamento e come ho scritto sta lavorando su due tavoli: il progetto di sviluppo 2030 e il tavolo della sostenibilità. Non si hanno al momento informazioni pubbliche di questi due tavoli per esporre delle opportune considerazioni. Ma due aspetti possono essere già evidenziati, l’esigenza comune di tener conto della sostenibilità e la necessità di definire degli indicatori per indirizzare e monitorare le linee di politica economica, sociale ed ambientale di San Marino.

Osservatorio della sostenibilità


In tempo di pandemia non si possono sprecare le idee e gli studi e nel dire questo mi riferisco all’attività svolta dal Coordinamento per l’Agenda “ 21 a San Marino, che ho ritrovato nel volume, Coltivare il Futuro. Ci sono studi e proposte, che aggiornate possono essere molto utili anche oggi in tema di analisi, soluzioni e indicatori. Infatti se si ipotizza l’Osservatorio, non come pura espressione di struttura, ma come progetto, basterebbe definire le interrelazioni delle competenze a livello interdipartimentale e della società civile e designare il capo progetto con funzioni di coordinamento. Migliorare l’esistente, definire gli obiettivi, attendere risultati concreti è forse la via migliore per risparmiare sui costi ed avere risultati. Le energie della società civile, se ci sono, devono farsi sentire!

Comunicato stampa
Orietta Ceccoli

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