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Otto club sanzionati dall’UEFA per non aver rispettato il Fair Play Finanziario

La nuova Prima Sezione dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (CFCB) oggi ha annunciato che otto club sono stati sanzionati per non aver rispettato il requisito ‘nessun debito scaduto’ del Financial Fair Play.

Il calcio è strettamente collegato alle questioni economiche e ogni giorno si parla di bilanci, plusvalenze e sostenibilità del sistema. Per cercare di avere un regolamentazione sui bilanci e sulle spese che valesse per tutti nel settembre 2009 l'introdusse il Fair Play Finanziario, un progetto che mirava a far estinguere i debiti contratti dalle società e cercare di proiettarle ad un auto-sostentamento finanziario nel lungo periodo: questo tentativo non ha funzionato granché e proprio l'organo che governa il calcio in Europa sta cercando di creare una nuova regolamentazione.

In occasione della pandemia, che ha colpito in maniera pesante le casse dei club, i cordoni FFP erano stati allenatati ed erano state apportate una serie di modifiche ad alcune norme per evitare di soffocare le società già in crisi ma il monitoraggio dei conti è sempre andato avanti e oggi la nuova Prima Sezione dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club UEFA (CFCB) oggi ha annunciato che otto club, ovvero l'Astana, il Cluj, il CSKA-Sofia, il Mons Calpe SC, il Porto, il Real Betis Balompié, il Santa Clara (POR) e lo Sporting Clube de Portugal; sono stati sanzionati per non aver rispettato il requisito ‘nessun debito scaduto' del Financial Fair Play.

I primi due club menzionati sono stati sanzionati rispettivamente con una multa da 150.000 e 200.000 euro mentre tutti gli altri dovranno pagare con un contributo finanziario incondizionato e potrebbero essere puniti con l’esclusione condizionale dalla prossima competizione UEFA alla quale si qualificheranno nelle prossime tre stagioni (ovvero 2022/23, 2023/24 e 2024/25) a meno che non dimostrino entro il 31 gennaio 2022 di aver pagato le somme dovute. Le sanzioni inflitte sono le seguenti: 75.000 euro per il CSKA Sofia, 15.000 euro per il Mons Calpe, 300.000 euro per il Porto, 250.000 euro per il Real Betis Balompié, 75.000 euro per il Santa Clara e 250.000 euro per il Sporting Clube de Portugal.

Inoltre la Prima Sezione del CFCB ha evidenziato come l’AEK Atene non abbia rispettato diversi requisiti in materia di licenze per club e di Fair Play Finanziario mentre il Beşiktaş ha rispettato le condizioni imposte dal TAS il 25 giugno 2021 per aver violato il requisito “nessun debito scaduto” nella stagione 2020/2021. I greci hanno accettato di pagare un contributo di 1,5 milioni di euro e saranno soggetti ad un’ulteriore trattenuta del 10% del premio in denaro offerto dalla UEFA per la partecipazione alla prossima competizione alla quale dovessero qualificarsi. Nel caso in cui venissero evidenziate violazioni simili l’AEK rischia l'esclusione da qualsiasi torneo nelle prossime tre stagioni. Il club turco, da par suo, non verrà punito con la sanzione condizionale che prevedeva la trattenuta del 15% del premio in denaro offerto dalla UEFA.