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Pacemaker con falsi certificati: a processo 4 dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità

Finiranno a processo davanti ai giudici quattro dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità ritenuti presunti responsabili di certificazioni false per migliaia di pacemaker e stent non conformi e non impiantabili. Un danno alle casse dello Stato per il quale il pm ha chiesto 3 milioni di euro di risarcimento.

Quattro dirigenti dell'Istituto Superiore di Sanità sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di aver impiantato migliaia di pacemaker e stent coronarici con false attestazioni di conformità. Ad esserne convinta la Procura regionale della Corte dei Conti, con il pubblico ministero contabile Massimiliano Minerva, che ha messo nero su bianco una richiesta di risarcimento di tre milioni di euro per il danno procurato alle casse dello Stato. Come riporta Il Corriere della Sera si tratta dell'ex direttore del dipartimento tecnologia e salute dell’Iss Velio Macellari, Mauro Grigioni, Carla Daniele e Giuseppe D’Avenio, che dovrannon comparire davanti al giudice, ritenuti presunti responsabili di aver violato i propri doveri e indotto allo spreco ospedali, aziende sanitari ed enti pubblici, per aver comprato dispositivi salvavita di fatto non utilizzabili.

Falsi certificati per pacemaker e stent non conformi

Secondo quanto emerso in sede d'indagine i quattro dirigenti dell’Istituto Superiore di Sanità il cui operato è finito nella lente d'ingrandimento degli investigatori avrebbero immesso 33mila dispositivi fra pacemaker e stent coronarici non conformi, destinati ad essere impiantati nei pazienti che avevano necessità di sottoporsi ad un intervento coronarico. I vertici dell'Iss infatti avrebbero preparato falsi certificati per quei pacemaker e stent per nascondere "le condizioni di fatiscenza" dei laboratori dell’Istituto. Sono inoltre ritenuti presunti responsabili di aver fatto pressione su un altro dirigente per approvare i dispositivi per permetterne l'utilizzo, nonostante non avessero le certificazioni richieste e non rispondessero ai requisiti necessari per procedere con l'impianto.