Il manager casertano ha sintomi lievi. Test sui passeggeri del volo

“Sono soddisfatto di essermi vaccinato perché il vaccino, nel nostro caso, ha funzionato in maniera egregia”. Sono le prime parole che arrivano dal manager casertano 55enne dell’Eni, primo paziente con variante Omicron in Italia, affidate al Gr3. Da lui giunge la conferma di “sintomi blandi” anche per la sua famiglia che “comprende persone tra gli 8 e gli 81 anni” tanto che in loro “l’infezione si è manifestata solo in modo lieve”.

Una testimonianza questa che smorza quel senso strisciante di panico che si è insinuato nel nostro Paese dopo la conferma del primo caso della variante. Di lei ancora non sappiamo molto, se non che è stata attenzionata fin da subito per le sue mutazioni e le possibili implicazioni sulla copertura vaccinale. Le parole che arrivano da Caserta fanno per lo meno tirare un primo sospiro di sollievo per quella che sembra un’ottima funzionalità dei vaccini attuali.

Che la situazione sanitaria del paziente Omicron fosse buona lo aveva confermato anche il dg dell’Asl Caserta, Ferdinando Russo. “Il tampone che abbiamo fatto ha rilevato una carica virale bassa: in genere questa si osserva in procinto della guarigione tanto è vero che il paziente è asintomatico. Ci aspettiamo che nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore sarà negativo”, spiega a LaPresse ribadendo che “i valori fanno prospettare una negativizzazione nell’immediatezza, dobbiamo stare tranquilli”.

La fase successiva è quella del tracciamento: il manager ha infatti girato per l’Italia dopo il suo arrivo da Maputo, capitale del Mozambico. Ricostruire i suoi passaggi è fondamentale per capire se e quanto possa essersi diffusa la variante. Da quello che sappiamo, il 55enne è atterrato all’aeroporto di Fiumicino, andando poi in macchina a Caserta da dove è ripartito alla volta di Milano dove è arrivato nella serata del 15 novembre. Qui, come ha ricostruito l’assessorato al Welfare lombardo, “con macchina a noleggio, noleggiata dall’azienda, ha raggiunto l’hotel”, ha cenato “da solo” in una sala dove c’era solo un’altra persona sul lato opposto, senza avere contatti con altro personale.

La mattina dopo alle 8, sempre in auto, ha raggiunto l’ospedale per effettuare il tampone richiesto dall’azienda in vista della ripartenza per il Mozambico la sera stessa prevista da Roma dove si è recato in auto. Durante il viaggio è arrivata la telefonata che lo ha avvisato della positività, motivo per cui si è diretto a Caserta per iniziare l’isolamento.

Se in Lombardia dunque l’uomo non avrebbe avuto alcun contatto, nel Lazio è partito lo screening sui 133 passeggeri che erano con lui sul volo, mentre a Caserta sono in quarantena precauzionale anche le classi dei figli.

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