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Patto Europeo asilo: Lamorgese incontra vicepresidente Ue Schinas che rimanda tutto al maggio 2022

ROMA – Confronto sullo stato e sulle prospettive, della trattativa in corso a Bruxelles, per il nuovo Patto europeo immigrazione e asilo – a un anno dalla sua presentazione – questo il tema dell’incontro di questa mattina tra il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il vice presidente della Commissione europea Margaritis Schinas.

Nell’attesa dell’approvazione definitiva del Patto, «davanti a flussi crescenti via mare legati alle situazioni di grave crisi politica ed economica in cui versano Paesi come la Tunisia e la Libia – ha rilevato la responsabile del Viminale – l’Italia attende per i prossimi mesi un segnale concreto di solidarietà sul fronte del ricollocamento dei migranti».

In particolare sulla rotta balcanica, anche alla luce della gestione dei profughi in fuga dalla drammatica situazione in Afghanistan, il ministro Lamorgese ha rappresentato l’urgenza di un incontro tra i Paesi membri interessati, coordinato dalla commissione Ue, per condividere una linea comune di azione sulla gestione dei flussi migratori via terra e delle richieste di asilo nei Paesi di primo approdo della Ue che, già nei prossimi mesi, potrebbero registrare un incremento.

Schinas, ha affermato che serve un  approccio Ue attento alle esigenze dell’Italia «Per anni abbiamo avuto lo stesso problema in Europa e cioè che tutti pensano che la migrazione sia il problema di qualcun altro. Non è così. Le sfide della Lituania al confine con la Bielorussia sono sfide per tutta l’Unione europea. Così come gli arrivi in Italia sono gli arrivi in Europa. Abbiamo bisogno di un approccio europeo comune alla migrazione. Un approccio che tenga conto della situazione specifica dell’Italia. Nel breve termine continueremo ad assistere l’Italia dal punto di vista operativo e finanziario e con ricollocamenti ad hoc, ma per affrontare adeguatamente le sfide a lungo termine abbiamo bisogno di un sistema sostenibile con la solidarietà incorporata nel diritto dell’Ue. Questo è ciò che può fornire il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo ed è per questo che dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi collettivi per attuarlo». E alla fine la doccia fredda, che rimanda ancora l’esame del problema: «L’Unione Europea sta chiaramente entrando in un periodo politico segnato da importanti appuntamenti elettorali, per cui mi aspetto che si facciano progressi reali sul patto per le migrazioni  dopo maggio 2022, dopo le elezioni presidenziali francesi».

Ancora un incontro con i maggiorenti Ue senza costrutto e senza effetti pratici, come da molti anni a questa parte.

Lo riconosce perfino la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini: «Un anno dopo la presentazione del Patto comunitario su migrazione e asilo, la politica europea nei confronti dei Pa esi di primo approdo non e’ cambiata di una virgola. Tanto che in queste ore la Ocean Viking, dopo alcune operazioni di soccorso nel Mediterraneo, sta facendo di nuovo rotta verso le nostre coste, e ancora una volta dovremo sobbarcarci da soli l’onere dell’accoglienza di centinaia di migranti. Troppo spesso gli impegni solennemente assunti si sono
dissolti nel nulla». E’ proprio questa la dura realtà.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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