Italy

Pazienti stranieri in continua crescita, gli ospedali inaugurano le schede multilingue

Comunicare, correttamente, per curare. E’ la pietra angolare della nuova iniziativa varata nei pronto soccorso degli ospedali della Città della Salute di Torino, dove nei prossimi giorni debutteranno le «schede triage multilingua». Obiettivo: favorire il dialogo tra gli operatori sanitari e i cittadini stranieri, in continuo aumento, nell'ottica di una migliore comunicazione, comprensione e soprattutto diagnosi.

Nuova soluzione
E’ prima di tutto la risposta ad una difficoltà. Sovente gli infermieri del triage del pronto soccorso si trovano in difficoltà nel rapportarsi con un utente che non parla l’italiano. I traduttori online dei cellulari o i frasari cartacei aiutano ma non risolvono: il tempo è sempre troppo poco, la condizione d’urgenza richiede tempestività e precisione. Da qui l’attivazione di un gruppo di lavoro - coordinato dal dottor Mario Caserta (Area progetti Urp), composto da un infermiere di ogni pronto soccorso (Daniela Camerano per le Molinette, Elisa Lazzeri per il Cto, Ilaria Bergese per il Regina Margherita, Chiara Ferrari per il Sant’Anna) e sostenuto dagli esperti del Gruppo di formazione e triage (Silvia Ambrosio e Daniele Marchisio) -  per elaborare uno strumento in grado di agevolare la comunicazione tra infermiere e paziente straniero durante il triage definendo il codice di priorità sulla base di domande codificate poste in modo concatenato. Il tutto in collaborazione con i mediatori culturali dell’azienda.

Domande e risposte
Il risultato è un set di 6 schede per ora in inglese, arabo, cinese, albanese e romeno (anche se sono in corso di traduzione quelle in spagnolo, francese e russo). La prima rimanda ad una serie di domande precise ciascuna delle quali presuppone una risposta che l’utente può indicare direttamente: dove hai male?, quanto hai male, da quanto tempo? Alla prima scheda, quella generale, se ne aggiungono altre 5: una per il sintomo o l’evento principale; le altre, suddivise per distretto anatomico, riportano le domande da indicare al paziente in modo che quest’ultimo possa leggerne la traduzione nella propria lingua. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione al pronto soccorso delle Molinette (sotto la supervisione del dottor Franco Riccardini e del dottor Pietro Tuttolomondo) e del Cto: seguiranno il Regina Margherita, con le schede pediatriche, e il Sant’Anna, con le schede ostetrico-ginecologiche.

Da tutto il mondo

Qualche dato, per rendere la situazione e l’urgenza della nuova iniziativa, con riferimento agli accessi nel 2019: 65.678 (di cui il 12,65% stranieri) alle Molinette;  430.35 (9,30% stranieri) al Cto; 35.040 (19,83% stranieri) al Regina Margherita;  e 16.105 (25,70% stranieri) al Sant'Anna. Poi le nazionalità che hanno avuto i maggiori accessi. Alle Molinette la Romania con 2.886 (3,84%), il Marocco con 1.209 (1,61%), l’Albania con 806, il Perù con 588, l’Egitto con 416, la Cina con 305. Al Regina la Romania con 2.793 (6,39%), il Marocco con 1.274 (2,91%), l’Egitto con 607, l’Albania con 600, il Perù con 567, la Cina con 449. Al Sant'Anna la Romania con 1.542 (7,11%), il Marocco con 772 (3,56%), la Nigeria con 431, il Perù con 408, l’Albania con 323. Al Cto la Romania con 1.492 (3,14%), il Marocco con 574 (1,21%), l’Albania con 320. A seguire tutte le altre nazionalità.

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