Roma, 30 nov. (LaPresse) – Oltre a questo, secondo quanto spiegato dall’avvocato, la vicenda nasconde altri aspetti che nella ricostruzione della procura non sarebbero emersi. “Nella decisione di archiviazione – ha detto De Falco – veniva scritto che la mia assistita non sarebbe mai stata minacciata di morte. Io mi chiedo: devono esserci per forza minacce di morte o esistono minacce di altro tipo? Tra le motivazioni, si escludeva anche che la donna avesse subito aggressioni fisiche tali da costringerla alle cure sanitari. Bisogna per forza finire in ospedale per dichiarare di essere stati aggrediti?”.

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