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Picchiato per aver difeso un’amica, morto 50enne

È successo a Canosa di Puglia: l’uomo, un cinquantenne, è stato aggredito per aver preso le difese di un’amica. È morto dopo due settimane in terapia intensiva.

È morto il cinquantenne pestato il 13 novembre per aver preso le difese di un’amica da un uomo, identificato, fermato e trasferito in carcere. E che ora dovrà fare i conti con l’accusa di omicidio.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

La ricostruzione dei fatti

Il caso di cronaca risale allo scorso 13 novembre, quando il 50enne è intervenuto in difesa di un’amica, aggredita da un uomo che la stava importunando. È successo a Canosa di Puglia, in uno dei luoghi della movida. Il cinquantenne ha preso le difese della donna e l’aggressore lo ha colpito, secondo le prime ricostruzioni, con un pugno e una gomitata in pieno volto. La vittima è crollata sull’asfalto in una pozza di sangue.

Polizia
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Canosa di Puglia, aggredito per aver difeso un’amica: morto 50enne

L’uomo è arrivato in ospedale in gravi condizioni a causa delle ferite riportate nel brutale pestaggio. Il cinquantenne è morto dopo due settimane in terapia intensiva.

L’esempio di coraggio di chi è intervenuto in difesa di una donna si è trasformato in tragedia e purtroppo Canosa piange una giovane vita spezzata da un gesto di brutale violenza che si fa fatica a comprendere ma che dobbiamo unanimemente condannare“, ha dichiarato il sindaco di Canosa commentando la morte del cinquantenne. “È necessario che la città si fermi a riflettere sull’accaduto, un atto lontano dalla cultura e dal vivere civile della nostra comunità. In questo giorno così triste esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia di Cosimo Damiano Bologna e, per il giorno delle esequie, ho disposto la proclamazione del lutto cittadino affinché tutta la città si unisca idealmente al dolore dei suoi familiari

Le indagini degli inquirenti

Il responsabile era stato fermato con l’accusa di condotta persecutoria e lesioni gravi. Ora l’accusa diventa di omicidio preterintenzionale. Il soggetto è stato identificato grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona dell’aggressione.

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