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Pino Insegno: «Gli attori di destra sono discriminati. Giorgia Meloni non è un'estremista»

«Ma perché me lo chiedete tutti? Sto benissimo, non mi importa di niente». Pino Insegno non si capacita. Un po' sorpreso, un po' infastidito, non capisce perché gli si renda conto del day after il comizio elettorale di Fratelli d'Italia in piazza del Popolo a Roma, in cui ha presentato la leader Giorgia Meloni con una citazione epica dal Signore degli anelli: «Verrà il giorno della sconfitta, ma non è questo». Il video dell'attore e doppiatore sul palco che presenta Meloni è diventato in fretta virale sul web, e l'effetto è stata un'ondata di critiche e odio che lo ha travolto.

Insomma, come ha reagito alle critiche?
«Ma chi li ha letti quei commenti? Io le posso parlare di tutti quelli che invece hanno approvato quel che ho fatto. Il resto è solo una cosa: razzismo».

Come se lo spiega?
«Se uno sale sul palco del Primo maggio nessuno dice niente. Se uno va a presentare un'amica, Giorgia Meloni, tutti a dargli addosso. Mi hanno tacciato di fascismo, ma si rende conto? Ma qua nessuno ha professato antisemitismo o posizioni contrarie all'aborto, ma di che stiamo parlando? Ripeto: è razzismo verso chi non si professa di sinistra».

Ha preso posizione, la gente non sapeva che lei fosse di destra.
«Non è vero, già tanti anni fa appoggiai Storace nella sua campagna elettorale. Ero impegnato in un progetto molto importante con la regione Lazio: avevo fondato un'accademia nazionale che formava ragazzi gratuitamente, creava occupati. Questa società avrebbe dovuto gestire la parte artistica del progetto dopo le elezioni, ma poi non se ne fece più nulla. E sa perché? Mi hanno boicottato perché sono di destra».

Chi?
«Non posso fare nomi, non è stato il nuovo presidente della regione Lazio, che conosco. Ma certe persone ci hanno detto: noi con i fascisti non ci parliamo. Eppure era un progetto che era in realtà era di sinistra. Ma nessuno sa niente. Neanche che io sono Commendatore della Repubblica per meriti sociali: mi fece Napolitano. E non dirò mai perché mi fu data l'onorificenza, sono cose private».

Si definisca politicamente.
«In realtà sono democristiano. Ho sempre votato Dc, ora che non c'è più sono un centrista moderato, come lo è Giorgia Meloni del resto. Qua basta che Chiara Ferragni dica che Giorgia è contro l'aborto che tutti impazziscono… ma quando mai lo ha detto? Lei dice solo che chi vuole tenere il figlio ma non ha i soldi va aiutato. Io alle madri darei il reddito di cittadinanza».

Giorgia Meloni in realtà lo vuole abolire il reddito di cittadinanza.
«Ma ha ragione, io lo darei solo alle madri, così che possano stare di più coi figli, se lo vogliono. Ma sa che non c'è più nessuno che vuole lavorare?».

Addirittura?
«Non si presentano al lavoro, preferiscono il reddito di cittadinanza, lo vedo anche io nel mio campo. Io ti aiuto con un lavoro: vai a pulire una strada o a fare il cameriere…».

Lei lavora in tv. 
«Parliamone. Sono stato allontanato dalla tv per quattro anni, dopo 1.600 puntate e una serie di successi incredibili».

Perché?
«Non me la sento di parlarne, ho paura che le mie dichiarazioni mi si ritorcerebbero contro. Ho un bel lavoro, gestisco a livello artistico la regione Marche, faccio il formatore a livello internazionale, perché mettere a rischio tutto questo? Forse un giorno parlerò e creerò un hashtag tipo #MeToo che farebbe esplodere una bomba».

Il suo allontanamento ha a che fare con la politica?
«Anche. Certo, se non hai un appoggio politico dove vai? Non ha nessun senso ovviamente, le pare che John Wayne non lo facevano lavorare perché era repubblicano? Allora io sono della Lazio e non dovrei essere accettato dalla mia città. Ma non esiste. Io poi non ho mai sputato sulle bandiere degli altri».

Quando ha conosciuto Giorgia Meloni?
«Una ventina d'anni fa, a una cena tra amici, fuori dal contesto politico. Poi ci siamo sempre tenuti in contatto, quando era ministro per la gioventù ero andato da lei per parlare di alcuni progetti, è sempre stata molto attenta, molto brava».

Perché le piace?
«Perché è una donna, perché è una madre, perché potrebbe essere la prima donna ad assumere un ruolo di potere così importante in Italia e questo significa che non ci saranno mai guerre e che può fare la differenza a favore delle minoranze».

A favore di quali minoranze?
«Giorgia Meloni non è un'estremista, non è antisemita e non ce l'ha con i neri. Però io salgo su quel palco e succede il finimondo. Evidentemente essere di sinistra non vuol dire essere buoni. Io non guadagno soldi andando da Fazio».

E cosa ne pensa dei rapporti di Giorgia Meloni con Orban, non proprio un moderato?
«Chi? Non lo conosco, per me Orban è uno che non ci vede da un occhio, un orbo».

Giorgio Pasotti ha detto che gli attori devono essere tutti di sinistra, alcuni fingono anche di esserlo per essere accettati. Ma davvero?
«Ma sì, certo, fingono anche tante altre cose ma lasciamo stare».

Perché quella citazione epica dal Signore degli anelli?
«Perché io doppio Aragorn nel film, è una cosa che ho deciso all'ultimo, è stata una mia idea. Una cosa bella, pulita, cose brutte non ne ho mai fatte. Sa che andrò a fare una conferenza stampa all'Onu a fine ottobre a presentare un progetto sulla sanità a cui ho lavorato per cinque anni senza nessun aiuto?».

Di cosa si tratta?
«Non posso dirlo, lo vedrete. La saluto che devo andare dai miei figli».