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Playoff NBA, gomitata di Murray a LeBron: perché gli arbitri non lo hanno espulso?

Nel bene e nel male Jamal Murray è il protagonista della vittoria dei Nuggets sui Lakers (114-106 nei playoff, 2-1 il parziale delle sfide). Si prende la scena per i 27 punti complessivi messi a referto, di cui 8 nella fase più calda dell'incontro, quando Los Angeles tenta la rimonta ma va a sbattere col muso contro gli 8 della guardia di Denver. Ci sbatte anche LeBron James e resta stordito per il colpo preso al mento. Non è una metafora della prestazione né del risultato ma quanto accaduto a inizio ripresa quando Murray rifila una gomitata all'avversario e rischia grosso ma viene graziato dagli arbitri che ritengono quell'intervento goffo, scomposto, pericoloso non intenzionale o, almeno, non abbastanza doloso da metterlo fuori dai giochi.

Cosa è successo? La sequenza videoclip cattura l'attenzione dei tifosi nel palazzetto – che assistono al replay – e fa discutere per la decisione degli ufficiali di gara. Sugli sviluppi di una rimessa laterale il numero 27 del Colorado ha di fronte a sé LeBron, lo ostacola, lo marca stretto, lo guarda fisso negli occhi e poi, nel momento in cui quella situazione di stallo sembra sbloccarsi, lo colpisce al volto. James finisce a terra, si rialza subito toccando la mascella e rivolgendo un'occhiataccia all'avversario.

Perché gli arbitri non hanno espulso Murray? Lo hanno punito attribuendogli quello che – da regolamento – viene definito fallo flagrant-1: ovvero, un comportamento antisportivo, violento e non necessario ma non così grave da meritare l'espulsione immediata (nel caso di flagrant-2). Nel raccontare la dinamica dell'azione è stato lo stesso LeBron a spegnere le polemiche e a spiegare la scelta dei direttori di gara. "Ho portato un blocco e il suo gomito era già alto. Non credo abbia commesso quel gesto di proposito".

Serata agrodolce per LeBron. Cose di campo che restano sul campo, James chiude così l'incidente che ha scandito una serata agrodolce a livello personale e per i Lakers cui non sono bastati la 26sima tripla doppia in carriera nella post season (-4 da Magic Johnson, leader assoluto) e uno score di tutto rispetto (30 punti, 11 assist e 10 rimbalzi con 14/23 al tiro) per evitare il ko.

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