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Prenotò “il posto” 13 anni fa per essere sepolto vicino alla madre, ma non ci sono soldi per sistemare il cimitero: «Il Comune mi faccia il loculo»

POLCENIGO. A otto anni Giuseppe vide la madre partire per l’ospedale, dove avrebbe dovuto partorire il suo fratellino. Da quello che allora, nel 1944, era un viaggio, la mamma non tornò mai. È sepolta nel cimitero di Mezzomonte ed è là che Giuseppe (diventato Joseph) Mezzarobba vuole essere sepolto.

Una richiesta tanto comprensibile quanto difficile da esaudire quella dell’emigrante, 85 anni solo all’anagrafe, la cui vita ne racchiude tante con un denominatore comune: Mezzomonte.

La domanda di concessione

Nonostante la domanda di concessione di un loculo risalga addirittura al 2008, oggi sembra impossibile per il Comune dare una risposta immediata perché non ci sono disponibilità nel campo santo della frazione.

Ma Joseph, che la morte l’ha vista da vicino molte volte da bambino, non è tipo da scoraggiarsi e fa un appello a chi abbia a cuore il cimitero di Mezzomonte. Classe 1936, Joseph ha vissuto l’infanzia a Mezzomonte tra i partigiani che si nascondevano e i tedeschi che venivano a cercarli. «Nel febbraio del 1945, avevo otto anni, vennero a prenderci nelle case e ci portarono al cimitero. Mi ricordo benissimo la tensione degli adulti... Ci avrebbero uccisi tutti se non fosse intervenuto il parroco di allora che salvò il paese». Lo stesso parroco che alcuni anni più tardi andò a trovare Joseph e gli emigrati in Francia, dove «raccogliemmo i fondi per il campanile del paese».

Di storie come queste nel libro della vita di Mezzarobba ce ne sono tante e mostrano il legame indissolubile con il borgo di Polcenigo, anche ora che è cittadino francese da tanti anni. La Francia gli ha regalato una seconda vita – a 15 anni si trasferì per raggiungere il padre migrante –, alle porte di Parigi, una vita in cui ha costruito una carriera nel settore dell’edilizia e una bella famiglia: dal matrimonio con una donna francese ha avuto due figli. È stata proprio sua moglie Huguette che l’ha riportato a Mezzomonte.

La vacanza

«Voleva conoscere le mie origini e così un’estate, i miei figli erano piccolissimi, venimmo qui, in quella che era la casa di famiglia. Non sapevo cosa avrebbe potuto pensare, Mezzomonte è piccolissima, e invece ne fu entusiasta, se ne innamorò».

E così da allora – da quasi 50 anni – tutte le estati la famiglia è tornata a Mezzomonte e negli anni ’80 ha acquistato una casa.

La decisione di farsi seppellire a Mezzomonte, dove riposa sua madre, è stata condivisa con i figli «perché loro sanno quanto sia importante per me. Voglio un loculo però, perché una tomba sarebbe difficile da mantenere per loro che vivono in Francia».

Dopo la richiesta presentata nel 2008 – «allora c’erano una trentina di persone interessate» – nulla però si è mosso. Anche le condizioni del cimitero della frazione sono tutt’altro che buone, servirebbe un bel lavoro di ristrutturazione. Scorrendo le delibere e gli atti delle giunte dal 2008 a oggi, si trovano solo buone intenzioni: inserimenti di ristrutturazione nei piani triennali o richieste di fondi per le manutenzioni, nessuno straccio di un nuovo iter per l’ampliamento.

La parola a un avvocato

Joseph Mezzarobba si è anche rivolto a un legale, l’avvocato Dania Benedet, che si occupa di diritto amministrativo, per interloquire formalmente con il Comune sulla procedura, ma le ultime risposte confermano che i progetti di ampliamento sono fermi per mancanza di fondi e che il Comune ha disponibili dei loculi nella frazione di Range. «Ma io non voglio andare in altri cimiteri, voglio stare a Mezzomonte» è l’appello di Joseph. Un appello che merita di non cadere nel vuoto.