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''Quota 102 e 104 sono una presa in giro''

Sindacati uniti

I sindacati fanno fronte comune sul tema pensioni. Landini a Porta a Porta: ''Serve una riforma seria''


Si scalda il tema pensioni sul post Quota 100. In Manovra sono state stanziate le risorse economiche per superare la misura in scadenza il 31 dicembre 2021, mantenendo flessibile l'uscita dal lavoro. Da Quota 102 a Quota 104, sono diverse le ipotesi sul tavolo del Governo, ma l'idea di introdurre un nuovo sistema a ''quote'' non piace ai sindacati, come testimoniano le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite di 'Porta a Porta': ''Sulle pensioni non sto dicendo che domani mattina dobbiamo avere la riforma perfetta ma è il momento di fare una riforma seria del sistema e questa non lo è. Noi abbiamo proposto che siccome abbiamo un sistema contributivo, noi pensiamo che all'età di 62 anni qualsiasi persona in base ai contributi che ha versato possa decidere di andare in pensione; in più diciamo che c'è un problema di riconoscimento di lavori, non sono tutti uguali ci sono lavori più gravosi e usuranti che devono avere la possibilità di avere regole pensionistiche diverse".

"La discussione non è passare da Quota 100 a Quota 102 che di per sé è un po' una presa in giro perché vuol dire che mi allunghi un po' il traguardo - ha spiegato - Non è quello che serve al nostro Paese. Stiamo dicendo al governo, che con noi non ha ancora discusso, non c'è stata alcuna convocazione di un tavolo sindacale, che appena il tavolo ci sarà siamo pronti ad avanzare una proposta di riforma".

Sulla stessa linea di Landini anche il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli:  ''La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal Governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione''.

''Dal suo insediamento il Governo ha sempre ignorato il tema pensioni - sostiene il dirigente sindacale - e ora sembra apprestarsi ad un aggiustamento raffazzonato in vista della scadenza di Quota 100, mentre la priorità è quella di avere una vera riforma, che superi i limiti di Quota 100, che dia stabilità al sistema, garantisca una effettiva flessibilità in uscita, affronti il tema di donne, gravosi, disoccupati e giovani, e la crescita del valore delle pensioni in essere". ''Torniamo a chiedere all'Esecutivo di aprire immediatamente un confronto vero con il sindacato e di dare risposte adeguate alle richieste contenute nella piattaforma unitaria. Diversamente - conclude Ghiselli - non staremo con le mani in mano".

Sulle nuove ''quote'' i sindacati fanno fronte comune, come spiegato anche da una nota della Cisl: ''A fronte delle interlocuzioni che Cgil, Cisl, Uil hanno avuto nei mesi scorsi con il Ministro del lavoro, con vari gruppi parlamentari ed in ultimo con la Commissione lavoro della Camera per illustrare i contenuti della piattaforma unitaria sulla previdenza e le proposte sulla flessibilità, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da parte del Governo nell'affrontare il delicato tema delle pensioni''. 

''Siamo davvero sconcertati di leggere sugli organi di stampa proposte come quota 102 o, addirittura oggi, quota 104 e la soppressione di opzione donna mentre continua a non essere chiaro che fine abbia fatto la rivalutazione delle pensioni in essere. Per la Cisl si tratta di ipotesi inaccettabili nel merito e nel metodo. In un Paese pesantemente colpito dalla crisi economica aggravata dalla pandemia, dove sono evidenti le tensioni che percorrono strati importanti della società, non può essere sottovalutato l'impatto che il tema delle pensioni può generare per migliaia di lavoratori e lavoratrici. Per questo ribadiamo la richiesta di un incontro urgente con il Governo per affrontare la questione previdenza nel suo complesso''.