Milano, 19 ott. (AWE/LaPresse) – Cosa non ha funzionato nel reddito di cittadinanza? “Alcuni difetti sono riconosciuti anche dai suoi stessi promotori. E’ stato un errore politico, culturale e pratico pretendere di tenere insieme un intervento di inclusione sociale con uno strumento, pressoché esclusivo, di politica attiva del lavoro”. Lo dice Giuliano Cazzola, economista esperto di sistema pensionistico e giuslavorista, rispondendo a LaPresse. “La tartaruga – afferma Cazzola – è in grado di competere con Achille ‘piè veloce’ solo nel paradosso di Zenone; ma nella vita reale i centri per l’impiego non sono in grado di proporre ben tre occasioni di lavoro nell’arco di 18 mesi – attenzione a questo passaggio – non solo ad un disoccupato (uscito dal mercato del lavoro dopo aver compiuto delle esperienze professionali) ma ad un ‘inoccupato non occupabile’ in quanto privo delle condizioni di base (scolarizzazione, alfabetizzazione informatica, situazioni famigliari e di salute, espedienti, ecc.) per un programma formativo (peraltro solo teorico, visto che era problematico realizzarlo)”.

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