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Referendum Biodistretto, le ragioni del ''No'': ''Molti pensano che il biologico non sia trattato ma le piante vanno aiutate. Insetti e parassiti ci mettono in difficoltà''

TRENTO. "Molti pensano che il biologico sia un prodotto non trattato. Ma non è così perché tutte le piante coltivate vanno aiutate". Così Paolo Calovi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori del Trentino. "Quello referendario non è uno strumento adatto, abbiamo bisogno di cose concrete". 

La Cia ribadisce il "No" al referendum per l'istituzione del Distretto biologico in Trentino in agenda per domenica 26 settembre. "Si rischia una frattura, la decisione sarebbe unilaterale e non c'è stato un coinvolgimento della parte produttiva, non è stato considerato il comparto agronomico e non si tiene conto del cambiamento climatico e delle nuove fitopatie", dice Calovi. "Come è arrivato il Covid, arrivano parassiti e insetti che ci mettono in difficoltà: dobbiamo confrontarci e trovare soluzioni".

Un mancato coinvolgimento iniziale di produttori e rappresentanti del mondo agricolo che "porta conflittualità e nel consumatore lascia l'immagine che ci sia un'agricoltura buona e un'altra meno buona. Ma per esempio il sistema integrato ha controlli molto severi. I processi partono fin da subito e per tutta la filiera", conclude Calovi.

Obiettivo del referendum è la creazione del biodistretto, in caso di vittoria del "Sì" la Provincia deve fare in modo di sostenere economicamente gli agricoltori che decidessero di convertire le coltivazioni ai metodi del protocollo.

Per votare è necessario essere maggiorenni e residenti in Provincia da almeno un annoCi si potrà recare alle urne dalle 6 alle 22 del 26 settembre, nel proprio Comune di residenza. Il referendum sarà ritenuto valido se accorreranno ai seggi almeno 177.000 elettrici e elettori, raggiungendo il quorum fissato a 40% più uno.

Qui invece chi è per votare "Sì" al Referendum per il Biodistretto del Trentino (QUI ARTICOLO).

IL QUESITO

"Volete che, al fine di tutelare la salute, l'ambiente e la biodiversità, la Provincia Autonoma di Trento disciplini l'istituzione su tutto il territorio agricolo provinciale di un distretto biologico adottando iniziative legislative e provvedimenti amministrativi [...] finalizzati a promuovere la coltivazione, l'allevamento, la trasformazione, la preparazione alimentare e agroindustriale dei prodotti agricoli prevalentemente con metodi biologici? [...]"

La vittoria del "Sì" imporrebbe al legsilatore il raggiungimento del 50% di Sau (Superficie agricola utilizzata) coltivata a biologico, secondo modi e tempi da concordare con agricoltori e produttori. 

Nel 2016 (ultimo dato Istat) la Sau in Trentino era il 5,4% rispetto al 16,8% della media nazionale.

In caso di vittoria del Sì, la Provincia Autonoma di Trento dovrà promulgare la relativa legge entro tre mesi dalla ratifica del risultato.

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