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Regata Storica di Venezia, Renato Busetto squalificato per oltre un anno: era risultato positivo ai controlli anti-doping

Oltre un anno di squalifica e secondo posto cancellato. Questa la sanzione inflitta dalla commissione tecnica del comune di Venezia al rematore Renato Busetto, che lo scorso 5 settembre è risultato positivo alla cannabis nei controlli effettuati subito dopo la Regata Storica dei gondolieri. Un episodio che aveva fatto discutere gli appassionati della Formula 1 del remo diventando il primo caso di doping nella storia della competizione e della voga veneta.

Il caso era scoppiato nei giorni immediatamente successivi alla nota manifestazione che ogni prima domenica di settembre anima il Canal Grande della città dando vita a una rievocazione storica delle antiche competizioni tra gondolini. Il quotidiano locale La Nuova Venezia, citando fonti qualificate, aveva dato la notizia che uno dei regatanti arrivati nei primi posti era stato pizzicato dai controlli anti-doping risultando positivo a sostanze cannabinoidi. Subito Rudi Vignotto, vincitore della gara 2021 insieme al figlio Matteo, aveva pubblicato su Facebook l’esito negativo dei propri esami spostando l’attenzione su Bussetto. A quel punto, i test sul campione di sangue e di urine dell’atleta di Castello sono stati ripetuti confermando quanto rilevato nell’immediato post-gara e inducendo la Commissione tecnico-disciplinare del comune veneto a riunirsi. A circa un mese di distanza, la decisione di annullare il posizionamento del vogatore e di sospenderlo dall’attività per un totale di 13 mesi.

Un provvedimento inappellabile figlio delle regole da anni in vigore per la Regata Storica, che non si differenziano in alcun modo da quelle del Comitato Olimpico Internazionale. Anche per questo, è stato deciso che il secondo posto conquistato da Busetto resti vacante senza essere riassegnato. “È una misura ingiusta e gravatoria“, ha detto il legato dell’atleta, Gianmaria Daminato. Che ha aggiunto: “Non viene citata in alcuna parte la normativa Wada e Nado che invece è richiamata nel bando di partecipazione”. “Si tratta di una decisione al di fuori di qualsivoglia ordinamento giuridico che possa definirsi tale”, ha concluso il legale.

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