Un anno fa la famiglia Regeni chiese a Repubblica e Pif una cosa speciale: andare a Cambridge a recuperare la bicicletta che Giulio aveva lasciato lì, prima di partire per l’Egitto. Per riportarla a casa, a Fiumicello, in occasione del quarto anniversario della morte di Giulio.

Partimmo subito. Quel viaggio diventò un racconto intenso, sincero, emozionante, e per un certo senso sconsolante: fu un viaggio nei luoghi che Giulio aveva amato, per cui Giulio è morto, visto che in Egitto è stato sequestrato, torturato e ucciso mentre lavorava come ricercatore dell’università di Cambridge. Un luogo che lo aveva dimenticato: non una targa, un ricordo collettivo, soltanto un’aula nel dipartimento che frequentava.

Il racconto di quel viaggio finì su Repubblica, in un lungo reportage, e in un racconto video firmato da Pif e da Alessandro Allocca. Quel video ha vinto oggi il primo posto come “Servizio dell’anno in lingua straniera” agli oscar della Foreign Press Association di Londra, il premio affidato al lavoro migliore della stampa estera.

Una conferma, ancora una volta, di quello che Paola e Claudio Regeni ripetono spesso: Giulio fa cose.