Italy

Regionalismo italiano, dall’entusiasmo degli esordi alla crisi: incontro del Sabato delle Idee. Conclude De Luca

In foto Lucio d'Alessandro, rettore della Suor Orsola Benincasa

Sarà il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a tirare le conclusioni del
prossimo incontro (sabato 18 settembre, alle ore 10) del Sabato delle Idee che avrà per tema il regionalismo italiano. Dopo i saluti di Lucio d’Alessandro, rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Elio Franzini, rettore dell’Università di Milano
La Statale, e Matteo Lorito, rettore dell’Università di Napoli Federico II sono previsti gli interventi di Marilisa D’Amico, professore ordinario di Diritto costituzionale dell’
Università di Milano, Aldo De Chiara, già Avvocato Generale della Repubblica e membro della
Corte di Appello di Salerno, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Paolo Macry, già ordinario di Storia Contemporanea dell’Università Federico II, Francesco Marone, ordinario Diritto Costituzionale dell’Università Suor Orsola Benincasa, Umberto Ronga, associato di Diritto Costituzionale all’Università Federico II.
Coordina Luigi Vicinanza, condirettore editoriale di Gedi News Network.
L’evento si svolgerà su piattaforma Zoom, sarà possibile iscriversi cliccando qui.

Il tema
Il regionalismo italiano, uno dei grandi elementi di novità della Costituzione repubblicana, ha vissuto diverse stagioni. Dall’entusiasmo per la sua attuazione negli anni ’70, dopo lunghi anni di “ostruzionismo di maggioranza”, si è passati alla discussione sulla necessità di riformarne alcuni aspetti, forse prima ancora di aver dato piena attuazione al disegno originario, spinta soprattutto dalle istanze di maggiore autonomia che venivano dalle regioni settentrionali. A cavallo del millennio quelle riforme sono state approvate con le leggi costituzionali 1/99 e 3/2001, che hanno profondamente modificato sia la forma di governo regionale sia l’equilibrio dei rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali, mostrando alcuni nodi problematici in fase di attuazione, che hanno richiesto un intenso lavoro della giurisprudenza costituzionale per ricondurre il sistema ad unità. Negli ultimi anni la discussione sul regionalismo è stata occupata dal tema dell’autonomia differenziata, per poi arrestarsi di fronte all’emergenza pandemica, che ha inevitabilmente condizionato ogni discorso sul potere pubblico. Alla prova di circostanze straordinarie, il modello regionale disegnato nel triennio 99/2001 ha mostrato limiti e contraddizioni, soprattutto per quanto riguarda la forma di governo delle regioni, che impongono ancor di più una riflessione d’insieme sul rapporto tra la garanzia dell’autonomia e la necessaria unità dell’ordinamento giuridico repubblicano.

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