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L’opposizione di Lega, Italia Viva e Forza Italia in Consiglio dei Ministri. La proposta del Presidente del Consiglio è stata respinta, ma sono stati trovati 300 milioni di euro per contenere l’aumento del prezzo di energia e gas

Contributo di solidarietà

La proposta di Mario Draghi è stata rispedita al mittente: il Consiglio dei Ministri non ha approvato il piano che prevedeva la sospensione del taglio dell’Irpef (per uno o due anni) per i redditi superiori a 75mila euro. Una mossa che, secondo le previsioni dai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, avrebbe fruttato un introito di circa 250 milioni di euro nella casse dello Stato. Soldi che sarebbero entrati a far parte del fondo per il contributo di solidarietà per fare fronte all’aumento dei costi per l’energia elettrica e il gas. Poi, dal cappello del MEF, è stata tirata fuori una carta per trovare altri fondi per sostenere – parzialmente – il caro bollette.

Contributo di solidarietà, Lega e Italia Viva bloccano il piano di Draghi

A far crollare quel castello di carta della sospensione del taglio dell’Irpef per i redditi superiori ai 75mila euro (si parla di circa 247 euro per ogni cittadino che supera quella soglia) sono state le posizioni contrarie dei due partiti di centrodestra che fanno parte del governo a larghissima coalizione guidato da Mario Draghi e da Italia Viva. I tre partiti, infatti, hanno etichettato questa proposta come una “patrimoniale nascosta”. In realtà, però, non si sarebbe trattato di un prelievo dai redditi più elevati, ma di un taglio dell’Irpef. Sta di fatto che il tentativo è stato rispedito al mittente e il braccio di ferro si è concluso con un parziale nulla di fatto. Parziale perché nel corso delle oltre due ore di discussione, sul tavolo del Consiglio dei Ministri è stata trovata una semi-quadratura del cerchio, con lo stanziamento di 300 milioni di euro.

Saranno sufficienti? Questa è la domanda che si rincorre tra le stanze di Palazzo Chigi. Perché nel solo 2021, il governo ha dovuto stanziare una cifra che si attesta attorno ai 4,2 miliardi di euro per tentare di sterilizzare gli aumenti sulle bollette del caro luce e del caro gas. I costi dell’energia elettrica e del gas, infatti, sono cresciuti a dismisura, soprattutto a partire dallo scorso mese di giugno. E questa crescita vertiginosa – che non riguarda solamente i cittadini, ma anche le imprese – potrebbe ostacolare la crescita economica del Paese che, dopo un difficile primo anno di pandemia, è tornata a marciare spedita. Ma recuperare le perdite accumulate nel 2020 (anche a cause dei lockdown decisi per motivi sanitari) occorre procedere senza intoppi e senza costi aggiuntivi.

(Foto IPP/Gioia Botteghi)