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"Riconoscere ius sportivo", "Non si cambia": scontro Malagò-Salvini

Dopo la vittoria di Jacobs, arriva la sparata del presidente del Coni: "Non riconoscere lo ius sportivo è aberrante". Ma il leader della Lega lo zittisce: "A 18 anni si può già chiedere la cittadinanza"

"Riconoscere ius sportivo", "Non si cambia": scontro Malagò-Salvini

Quello di ieri è stato il giorno più importante nella storia dello sport italiano: l'impresa compiuta da Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs ha segnato il corso sportivo del nostro Paese. Un successo straordinario e memorabile che però ha fatto segnare anche uno scontro politico. Ad accendere le polemiche sono state le parole di Giovanni Malagò che, intervenuto in una conferenza stampa a Casa Italia, ha lanciato il tema dello ius sportivo: "Lo Ius soli è un tema politico e noi ci occupiamo di sport, ma non riconoscere lo ius sportivo è aberrante, folle". La sua presa di posizione però ha trovato il muro di Matteo Salvini, che ha replicato alla richiesta del presidente del Coni attraverso un post sui social.

Lo scontro Malagò-Salvini

Malagò ha sottolineato con insistenza che questo discorso "va concretizzato a 18 anni e un minuto". Perciò, a suo giudizio, chi ha determinati requisiti "deve avere immediatamente la cittadinanza italiana e non iniziare una via crucis che spesso fa scappare chi si stanca di aspettare". Ma il leader della Lega su Twitter ha fatto notare che non serve un ulteriore provvedimento a parte, visto che è già in vigore una norma che consente agli stranieri di acquisire la cittadinanza italiana: "Ius soli? Già oggi, a 18 anni, chiunque può chiedere e ottenere la cittadinanza. Squadra che vince non si cambia!".

Il numero uno del Coni ha fatto notare che ormai da anni "c'è una formidabile polemica" attorno al tema dello ius soli e ha denunciato che "hanno già provato a tirarci per la giacchetta". Da parte di Salvini è arrivata poi un'altra replica, rispondendo seccamente alle dichiarazioni di Malagò. "Sono strafelice delle due medaglie d'oro vinte per l'Italia da due stra-italiani. Lo ius soli non c'entra proprio un fico secco. Già oggi a 18 anni si può scegliere se diventare cittadino italiano o meno. Non c'è nulla da cambiare", ha ribadito l'ex ministro dell'Interno.

Comunque il presidente del Coni si è detto orgoglioso dell'iniziativa intrapresa da Mario Draghi: il premier ha "dato la risposta migliore". Il capo del governo ha voluto parlare con gli atleti e ha chiamato un quarto d'ora dopo la fine delle gare "commosso, entusiasta e orgoglioso". Super Marcell e Gimbo saliranno al Colle e saranno attesi anche a Palazzo Chigi.

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