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Rissa su coprifuoco e divieti. Ma Draghi frena gli aperturisti. La cabina di regia sulle misure restrittive slitta a lunedì

A sollevare la questione sulle riaperture e sulla necessità di rivedere il coprifuoco, nel corso del vertice che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi, sono stati i soliti: la Lega, Forza Italia e Italia viva. Un pressing perché già questa settimana si riunisca la cabina di regia e dia seguito alla valutazione dei nuovi dati epidemiologici e in base a questi si sblocchino nuove attività e si decida sullo stop al divieto di circolazione dopo le 22. Solo il premier può mediare tra queste richieste e la prudenza del ministro della Salute Roberto Speranza che vorrebbe rinviare la decisione almeno di una settimana, ovvero al 21 maggio.

Cautela, a dir il vero, è la parola d’ordine anche per il Pd e per il M5S, contrario a un liberi tutti. Ma soprattutto per scelte improntate alla gradualità si è più volte espresso Mario Draghi. Che media così: prende tempo e rinvia la questione riaperture e coprifuoco alla prossima settimana. La cabina di regia per fare il tagliando alle misure anti Covid si terrà, come si apprende in serata, lunedì 17 maggio. Ed è probabile che l’unica decisione che verrà presa è il posticipo del coprifuoco alle 23.

Eppure una nota del ministero dello Sviluppo economico, diffusa dopo l’incontro, dopo avere informato che “il tema della necessità e urgenza delle aperture” è stato sollevato nel corso del vertice dal ministro Giancarlo Giorgetti informava che “l’esigenza di una revisione delle norme attuali sarà oggetto di una rivalutazione, sulla base dei dati, nel corso di questa settimana”.

Una speranza, evidentemente, più che un dato di fatto. I leader del centrodestra e i renziani continuano il pressing. “Chiudere gli italiani alle 22 in casa mentre a Lampedusa sbarcano migranti a centinaia non ha senso ed è immorale”, dice il leghista Matteo Salvini. “Ora è tempo di riaprire. Basta coprifuoco, basta allarmismi”, dichiara Matteo Renzi.

Rincara la dose Forza Italia perché si prenda una decisione in questi giorni. “Questa sarà un settimana decisiva per allentare ulteriormente le misure anti Covid-19. Queste le proposte che Forza Italia sosterrà all’interno del governo: buon senso e sostegno alle attività più colpite; posticipare il coprifuoco alle 23; quando i contagi lo permetteranno toglierlo definitivamente; consumazione in bar e ristoranti anche all’interno; via libera alle piscine all’aperto e ripresa delle attività sportive in palestra; consentire le feste per i matrimoni”, afferma Antonio Tajani.

E a dimostrazione che fa sul serio il fronte degli aperturisti fa piovere mozioni al Senato. Parallelamente a quella presentata da Fratelli d’Italia (“Libertà e riaperture”), il cosiddetto centrodestra di governo (Lega, Fi, Cambiamo! E Udc) ha presentato una mozione per chiedere di riaprire ciò che è ancora chiuso e decretare lo stop al coprifuoco alle 22. Sempre a Palazzo Madama la mozione di Italia viva chiede più o meno le stesse cose: “Non è più prorogabile – sostiene il partito di Renzi – l’abolizione di quelle misure che, prive di una solida base scientifica, stanno avendo il più gravoso impatto sul benessere dei cittadini e sull’economia: tra queste, possiamo citare come esempi emblematici il coprifuoco nonché il divieto a svolgere attività ludiche e sportive, e ancora l’interdizione dei festeggiamenti”.

Tutti questi partiti si fanno forti dell’accordo politico raggiunto al momento dell’approvazione dell’ultimo decreto Covid, ovvero che il testo sarebbe stato sottoposto a un tagliando a metà mese per valutare, in base ai dati dei contagi e della campagna vaccinale, possibili allentamenti delle misure. Ma a quanto pare sono chiamati a portare pazienza per qualche giorno in più.

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