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«Ritorno al Futuro III» compie 40 anni: tra Clint Eastwood e gli ZZ Top ecco perché il sequel del sequel non piacque

Il terzo episodio della saga, ambientato nel West, non incontrò i favori di critica e pubblico
Eppure, a guardarlo meglio, rivela il genio di Zemeckis e la forza granitica del cast

di Filippo Mazzarella

1.

Il sequel più veloce del west

25 maggio 1990: a soli sei mesi dall’uscita del capitolo II, arriva nelle sale americane (da noi bisognerà aspettare settembre) Ritorno al futuro – Parte III. Il breve intervallo di tempo tra la distribuzione dei due film è giustificato da diversi motivi: in primis, dal fatto che il segmento precedente finiva per modo di dire, lasciando il pubblico stordito e ancorato alla logica del “cliffhanger” come da tradizione dei vecchi serial in cui l’eroe veniva messo in situazioni critiche da risolvere sempre all’inizio dell’episodio successivo; ma anche perché la produzione era ben conscia che si trattasse del segmento sulla carta potenzialmente meno redditizio della trilogia e il ferro andava battuto finché caldo. Senza contare che entrambi i sequel furono girati back to back (ovvero contemporaneamente) sia per contenere i costi sia perché all’origine avrebbero dovuto essere un unico film intitolato Paradox.

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