Italy

''Rivoluzione sanitaria'', i sindacati: ''Non si incentiva la medicina a colpi di skipass e vacanze invernali''

TRENTO. "Il percorso intrapreso dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari va nella giusta direzione, ma ci aspettiamo spiegazioni circostanziate sul piano di sanità territoriale". Queste le parole di Nicola Paoli, segretario della Cisl medici, mentre Cesare Hoffer, segretario di Nursing up, aggiunge: "Ci riserviamo di approfondire il documento strategico, le linee presentate ci appaiono lacunose in alcuni passaggi e non esaustive. A nostro avviso il piano dovrebbe essere particolarmente orientato a potenziare le attività di prevenzione e promozione della salute, vista l’esperienza dell'emergenza Covid".

Per il post-Covid si prevede una "rivoluzione" nella sanità trentina, le linee di programma sono state presentate dai vertici dell'Apss e dalla Provincia, Fugatti: "L'impostazione centralizzatrice sarà capovolta" (Qui articolo). Nel breve periodo, a livello territoriale, si intende realizzare progressivamente un’unica porta d’accesso ai servizi (il numero e il sito 116117, uguale per tutta l’unione europea) e rinforzare l’integrazione con la medicina convenzionata attraverso il riconoscimento e la valorizzazione di Reti professionali locali.

"Si deve tenere presente che attualmente 95 medici di medicina generale sono pronti per andare in pensione e 110 delle 120 zone carente sono andate deserte nonostante gli incentivi. La questione decisiva non riguarda, infatti, i benefit per attrarre i futuri medici che possono resistere per abnegazione, competenze e dedizione ma a fronte di contratti aggiornati e accordi rispettati, turni adeguati e risposi sufficienti per garantire la sicurezza sul lavoro. Non si invoglia a venire in Trentino a colpi di skipass o vacanze alberghiere, ma se si valorizza il personale esistente, non si possono immaginare le slide senza il capitale umano: professionisti che per salvare un'esistenza mettono in gioco la propria vita, pensano solo al proprio lavoro e non alle vacanze invernali".

La sanità non può limitarsi ai benefit e agli incentivi. "Non possono essere certo sufficiente per attirare i professionisti da altre regioni - -prosegue Hoffer - ci appare discriminante nei nostri confronti, visto che alcuni vantaggi sono a esclusivo appannaggio del personale medico. L’incentivo economico per lavoro in zona disagiata e la fornitura della macchina aziendale devono essere analogamente previsti anche per i nostri professionisti, quelli attualmente operanti nelle cure territoriali sono ancora costretti spesso a utilizzare il proprio automezzo privato. Ma non vogliamo certo soffermare la nostra analisi al capitolo dei benefit, sarebbe riduttivo, vogliamo invece evidenziare che il documento non mette in luce come dovrebbe il ruolo chiave che viene svolto dai nostri professionisti sanitari del comparto, che hanno aumentato negli anni competenza, formazione e responsabilità, pensiamo al ruolo svolto in particolare a livello territoriale da parte di infermieri, assistenti sanitarie e ostetriche, improntato ad una grande autonomia professionale".

Ora in Provincia si parla di “ospedale diffuso” e “ospedale policentrico”. "La Cisl medici è sempre stata aggiornata correttamente dal direttore generale e dal suo staff nelle settimane sulle intenzioni relative alle strategie in tema di sanità pubblica. Possiamo condividere la direzione ma ci auguriamo che la discussione porti a spiegare circostanziatamente il piano sulla sanità territoriale e non solo, alla quale lo Stato italiano assegna un terzo delle risorse che metterà sul piatto per l'intero comparto", dice Paoli, mentre Hoffer: "Senza voler entrare nel merito di quello che sarà il nuovo assetto organizzativo, che merita da parte nostra un ulteriore approfondimento visto il ripristino dell’ospedale policentrico e dei Distretti sanitari, vogliamo ricordare ai nostri referenti istituzionali che anche il personale infermieristico, così come tutti i professionisti sanitari del comparto, meritano pari dignità e riconoscimento rispetto ai professionisti medici".

Quanto si prevede di investire per l'assistenza domiciliare, la telemedicina, il teleconsulto, il telemonitoraggio, la telerefertazione, sono alcuni dei quesiti messi sul tavolo. "Auspichiamo che l'Apss sviluppi di concerto con noi la prevenzione e l'assistenza sul territorio - continua Paoli - ben inteso con risorse dirette a implementare il numero di personale di studio nostro dipendente, come previsto dagli accordi i categoria. Un altro capitolo è quello degli investimenti per adeguare il sistema ospedaliero con l'ammodernamento strutturale, tecnologico e digitale degli ospedali policentrici, attualmente insufficienti rispetto alla necessità; così come l'incremento dei livelli di digitalizzazione del Dipartimento dell'emergenza, prima di inserirvi il sistema degli Usca e delle guardie mediche".

Un altro argomento è quello della formazione. "Provincia e Apss - evidenzia Paoli - devono spiegare come intendono recuperare le risorse formative sui progetti PoC per ridurre il gap tra il risultato della ricerca pura e l'applicazione per scopi industriali, oltre che quantificare le borse per specializzandi e formandi alla luce delle risorse provenienti con altri Fondi da Bruxelles. Altrimenti il piano non può funzionare, senza il personale necessario a difendere e tutelare il diritto costituzionalmente previsto per i nostri concittadini".

Un passo importante è quello di aggiornare i contratti. "Sono 11 mesi - dice Hoffer - che chiediamo di stipulare con l’Apran un accordo per normare le funzioni specialistiche dal punto di vista normativo-contrattuale, nel piano strategico si parla dell’infermiere di famiglia, per ora è un semplice enunciato che dovrà poi essere tradotto in provvedimenti concreti per la sua reale attivazione. Ora finalmente l’Apran ci ha chiesto di elaborare una concreta proposta sulle funzioni specialistiche e ci riconvocherà a breve, speriamo sia la volta buona. Occorrerebbe garantire un adeguato trattamento economico (a Bolzano guadagnano fino 600 euro in più), la formazione ecm a carico dell’azienda sanitaria, uno sviluppo professionale per poter agire le proprie competenze, la possibilità di fare la libera professione intramoenia al pari del medico e soprattutto, poter conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari, garantendo loro un adeguato recupero psico-fisico".

La Nursing up ritiene urgente e prioritario procedere al rifinanziamento del nuovo contratto del comparto sanità 2019/2021 con adeguate risorse economiche, destinate alla valorizzazione dei nostri professionisti sanitari, da reperire in occasione dell’imminente assestamento di bilancio. A livello nazionale a giorni partirà la trattativa per il rinnovo del contratto in sanità. "A Trento però tutto tace. Il rinnovo contrattuale può costituire una leva fondamentale per l’attuazione del piano strategico e quindi diventa prioritario e funzionale alle nuove esigenze organizzative, altrimenti tutto rischierà di restare sulla carta", conclude Hoffer.

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