Italy

Roma, è morto l’albanese colpito dai sicari sulla spiaggia di Torvajanica

Selavdi Shehaj, meglio noto come «Simone», non ce l’ha fatta. Il 48enne albanese, colpito da due proiettili esplosi domenica mattina sulla spiaggia di Torvajanica, è deceduto nel pomeriggio di martedì nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Camillo. Era stato sottoposto a diversi interventi chirurgici alla schiena e al collo, e almeno all’inizio le sue condizioni non sembravano così gravi. Ma con il passare delle ore il quadro clinico si è aggravato sempre di più, fino al decesso. Ora cambia l’imputazione nei confronti dei killer, che devono ancora essere identificati, che saranno accusati di omicidio. Sul caso indagano i carabinieri del Gruppo di Frascati coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

Shehaj, che aveva precedenti per droga, è stato colpito da un sicario a volto coperto sceso da uno scooter guidato da un complice sul lungomare delle Sirene nello stabilimento balneare «Bora Bora Beach» gestito dalla compagna che è subito accorsa sull’arenile dopo che il 48enne era caduto in acqua. Fino a poco prima stava pulendo la spiaggia insieme con un’inserviente ma l’agguato è avvenuto davanti a decine di persone terrorizzate che si trovavano lì a prendere il sole e a fare il bagno in mare nell’ultima domenica della stagione estiva. Chi indaga non tralascia adesso alcuna ipotesi sul movente del delitto, che sembra più un’esecuzione, un regolamento di conti nel mondo della malavita, forse solo quella del litorale, visto che si tende a escludere collegamenti con gli ambienti dello spaccio di droga nella Capitale. Ma gli accertamenti sono appena cominciati. «Simone» era tornato in libertà da poco tempo dopo aver trascorso un periodo ai domiciliari. Le indagini puntano ora a capire se negli ultimi giorni fosse entrato in contatto con qualcuno e se avesse avuto contrasti con persone che poi hanno deciso di colpirlo a morte.

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